La lunga notte dei Campi Flegrei: gente in strada e 63 scosse, 26 feriti di cui 2 in codice rosso
NAPOLI (ITALPRESS) – Nella lunga notte dei Campi Flegrei non dorme praticamente nessuno. Dopo la grande paura la gente preferisce la strada alle proprie abitazioni ferite, danneggiate, per qualcuno addirittura impraticabili. “La mia casa la posso solamente sognare”, racconta all’Italpress una signora sul lungomare Pertini di Pozzuoli. Con lei migliaia di concittadini, i volti scavati dalla preoccupazione e dalla stanchezza, che provano a confortarsi a vicenda appoggiati sui muretti di via Napoli o accomodati sulle sedie portate giù in fretta durante la scossa, ipotizzando da subito una lunga lontananza dalle proprie mura domestiche. C’è chi ha fatto i bagagli e li carica in auto per lasciare la zona, magari trovando ospitalità da qualche parente. E chi invece in macchina ha deciso di passarci la notte, senza allontanarsi troppo, anche perché molte case hanno problemi alle serrature dopo il sisma e non per tutti è possibile chiudere a chiave. Nel frattempo il Comune aveva attivato tempestivamente l’hub di accoglienza per gli sfollati al PalaTrincone, ma sono in pochi a presentarsi alle aree di attesa con l’idea di accettare questo tipo di ospitalità.
Eccola in estrema sintesi la situazione a Pozzuoli dalle 19,46 di ieri fino a questa mattina. Per la scossa che ha seminato il panico nei Campi Flegrei, l’Ingv aveva fornito una prima stima provvisoria annunciando una magnitudo compresa tra 3.7 e 4.2. Poi però è arrivata la precisazione, 4.7 a 3 km di profondità: superato il 4.6 del 30 giugno 2025, questo è il terremoto di maggiore intensità degli ultimi 40 anni nella zona segnata dagli effetti del bradisismo. Dopo l’evento principale, i sismografi hanno registrato altre 63 scosse che si sono susseguite per tutta la notte e fino ad oltre le 8 di questa mattina. Alle 22 c’è stato un 3.8, poi per tre volte un 3.1, alle 23.30, all’1.20 e poco prima delle 6. Scosse avvertite nitidamente in quasi tutta la provincia di Napoli, ma naturalmente le maggiori criticità sono state registrate nei luoghi più vicini agli epicentri. E l’elenco dei danni è in costante aggiornamento, così come cresce il numero dei feriti arrivato al momento a 26 (di cui 2 ricoverati in gravi condizioni in codice rosso). A Pozzuoli il cedimento della facciata di una palazzina fortunatamente non ha coinvolto persone, ma sono tantissimi i palazzi da cui sono caduti cornicioni e porzioni di intonaco e nella zona dei Gerolomini si è verificato il distacco di un costone.
Il Comune di Napoli, in una nota, ha segnalato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione ad Agnano: un’infrastruttura fondamentale per la rete di alimentazione elettrica della città, ed è anche per questo che ieri sera alcuni quartieri, in particolare Bagnoli e Fuorigrotta, hanno fatto i conti con blackout temporanei. Registrate alcune perdite alla rete idrica di Pozzuoli dove, inoltre, un muro è caduto sui binari della Cumana che anche questa mattina è off limits. Riprende invece la circolazione sulla linea Circumflegrea, mentre già nella notte si erano concluse con successo le verifiche di Rfi ripristinando la rete ferroviaria sul nodo di Napoli che interessava i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali. Chiuso ancora il porto, sempre a Pozzuoli: tutti i collegamenti marittimi con le isole sono sospesi. E si tratta di oltre 40 corse quotidiane tra traghetti e mezzi veloci sulla tratta che raggiunge o arriva da Ischia e Procida. Situazione delicata, ma gli interventi di ripristino sono necessari perché il sisma ha provocato profonde spaccature sulle corsie di accesso alle banchine.
Al bilancio complessivo dovrebbero poi aggiungersi le criticità delle abitazioni private, segnalate con centinaia di telefonate a vigili del fuoco e protezione civile. I sopralluoghi sono in corso, ma è ancora presto per rendersi conto di quanti e quali palazzi siano inagibili e conseguentemente stimare il numero degli sgomberati. I Coc dei comuni sono operativi per coordinare le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione, la Prefettura di Napoli svolge il ruolo di cabina di regia per l’intero territorio, mantenendosi in costante collegamento con il ministro Nello Musumeci e il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, i quali, a loro volta, hanno il compito di aggiornare la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
-foto IPA Agency / Vigili del Fuoco –
(ITALPRESS).
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