Bose punta a diventare un’azienda media: scopri le sue nuove strategie innovative.
La Nuova Avventura di Bose nel Settore Musicale
Bose, nota per la produzione di apparecchi audio di alta gamma, ha deciso di entrare nel mondo della musica con Bose Studios e Bose Records. Questo passaggio ha suscitato molteplici interrogativi, considerando che la storia è costellata di etichette discografiche avviate da aziende senza una reale esperienza nel settore musicale. Bose spera di differenziarsi e di trovare il proprio spazio, emulando il successo di aziende come Red Bull. Sebbene la competenza di Bose nell’ambito dei media possa sembrare più solida rispetto a realtà come Build-a-Bear, le probabilità di successo sembrano comunque incerte.
Strategia di Marketing e Obiettivi di Bose
Durante un’intervista con Business Insider, il Chief Marketing Officer (CMO) di Bose, Jim Mollica, ha spiegato che la creazione di Bose Studios rappresenta un cambiamento rispetto al marketing tradizionale orientato a campagne promozionali. Una componente fondamentale di questa strategia è l’introduzione di Bose Records, una nuova etichetta dedicata a “aiutare a far emergere artisti poco apprezzati o del tutto nuovi”. In questo contesto, la concorrenza non è rappresentata dalle grandi etichette come Sony, UMG o Warner, ma piuttosto da etichette indipendenti già in difficoltà in un’epoca dominata da produttori audio da camera e distribuzione autonoma.
Mollica ha chiarito che l’obiettivo reale di Bose è costruire una libreria musicale da utilizzare nelle sue campagne pubblicitarie, senza dover pagare diritti di licenza. Secondo lui, la compagnia non possiederà i diritti delle registrazioni degli artisti né tratterrà una parte dei guadagni provenienti dallo streaming o dalle vendite, offrendo così agli artisti la libertà di collaborare con altre etichette. Questo approccio, apparentemente favorevole agli artisti, solleva molte domande riguardo alla sostenibilità e alla reale motivazione dietro questa iniziativa.
