Burocrazia: un freno mortale per l’istruzione e il futuro degli studenti.
Le Complicazioni Burocratiche: Un Esempio Significativo
Un esempio emblematico è rappresentato dalla prassi che richiede la firma di tutti gli insegnanti sui verbali delle valutazioni periodiche e finali. Questo porta a una vera e propria “caccia alla firma” nei giorni successivi alle deliberazioni, generando stress tra il personale e contribuendo al noto fenomeno del burnout scolastico. È un circolo vizioso che avvantaggia poco l’ente educativo, ma molto il sistema burocratico.
Questa prassi risulta essere superflua; la sentenza n. 344 del 25 gennaio 2003 del Consiglio di Stato chiarisce infatti che il verbale, pur riproducendo l’attività di un organo collegiale, non necessita della firma di tutti i membri per essere valido. È sufficiente che sia firmato solo da chi presiede la seduta e dal verbalizzante. In altre parole, non serve una firma collettiva per garantire l’esistenza e la validità intrinseca del documento.
Per dimostrare questo concetto, basta considerare che i verbali del collegio dei docenti e del consiglio d’istituto non richiedono la firma di tutti i membri. Eppure, tali verbali, riguardanti deliberazioni cruciali come l’approvazione del PTOF e del conto consuntivo, sono perfettamente validi dal punto di vista giuridico.
