Carta docente ridotta e snaturata: dalle proteste di Boschi e Faraone un nuovo welfare.
Riforma della Carta del Docente: Un Cambio di Direzione
Nonostante non ci siano ancora comunicazioni ufficiali, pare probabile che la Carta del Docente subisca significative modifiche per l’anno scolastico corrente. Il ministero dell’Istruzione, essendo rimasto in silenzio, sembra acconsentire agli aggiornamenti previsti. Le voci indicano che l’importo annuale di 500 euro sarà ridotto a meno di 400 euro, una novità che include anche i supplenti annuali come beneficiari. Secondo quanto riferito dai deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi e Davide Faraone, la misura per la formazione degli insegnanti subirà una diminuzione di quasi un quarto rispetto al valore attuale.
Impatto sulle Risorse Destinate agli Insegnanti
I deputati evidenziano un problema cruciale: dieci anni fa, il movimento a favore della Legge 107/2015 si basava sull’idea che un aumento dei beneficiari potesse coesistere con risorse adeguate. Quest’anno, invece, l’aumento dei destinatari avviene senza un incremento delle risorse disponibili. “La propaganda del governo parla di un’estensione dei diritti, ma in realtà si sta solo dividendo la stessa torta in fette più piccole”, affermano Boschi e Faraone.
Il risultato? “Meno risorse per ciascun insegnante e un decremento degli investimenti sulla formazione,” insistono i parlamentari. La loro posizione è chiara: “Non possiamo accettare che l’estensione della platea avvenga senza fondi aggiuntivi, il rischio è quello di svuotare la misura stessa”. La Carta del Docente, introdotta durante il governo Renzi con il progetto della Buona Scuola, è vista come uno strumento fondamentale per la crescita professionale degli insegnanti. Ma ora, viene lentamente snaturata. Da un lato, l’importo destinato viene ridotto; dall’altro, nuove limitazioni iniziano a fare capolino, trasformando l’assegnazione in un sostegno di tipo welfare, valido anche per spese di trasporto e abbonamenti ai mezzi pubblici.
