Chi è più a rischio di cancro esofageo? 15 fattori da conoscere
Altri fattori di rischio da considerare
L’obesità è un fattore associato a un aumento del rischio di cancro esofageo. Il tessuto adiposo in eccesso favorisce infiammazione sistemica e squilibri ormonali, condizioni che possono compromettere la salute delle cellule esofagee.
L’età gioca un ruolo importante: l’incidenza del cancro esofageo è più alta tra i 45 e i 70 anni. Inoltre, il genere maschile è maggiormente colpito, essendo gli uomini tre volte più a rischio rispetto alle donne.
Le abitudini alimentari contribuiscono: un consumo elevato di carni lavorate e una dieta povera di frutta e verdura, ricche di vitamine e minerali essenziali, aumentano la vulnerabilità. Bere bevande troppo calde danneggia la mucosa esofagea, incrementando il rischio oncologico.
Una vita sedentaria riduce le difese immunitarie e la capacità di riparazione cellulare, quindi l’attività fisica regolare risulta protettiva nei confronti del tumore esofageo.
Fattori meno comuni ma significativi
L’ingestione accidentale di sostanze caustiche come la liscivia può provocare lesioni che, a lungo termine, evolvono in stenosi e aumentano la probabilità di cancro. Lo stesso effetto è osservato nelle persone che hanno avuto a storia di tumori alla bocca, gola o polmoni, suggerendo una predisposizione generale.
Alcune infezioni virali, come il papillomavirus umano (HPV), pur essendo cause rare, sono state associate a una maggiore incidenza di cancro esofageo. Questi virus possono alterare il DNA delle cellule esofagee, favorendo la trasformazione neoplastica.
Infine, esistono alcune patologie rare che innalzano il rischio oncologico, tra cui la tilosi, un disturbo ereditario che provoca ispessimento della pelle di mani e piedi, e la sindrome di Plummer-Vinson, caratterizzata dalla presenza di membrane tissutali nella porzione superiore dell’esofago.
