Natalia Paragoni, così ho superato il dolore dell’aborto

Natalia Paragoni, così ho superato il dolore dell’aborto

Con grande coraggio, Natalia ha raccontato di essersi recata da sola in ospedale, mentre Andrea era rimasto a casa con la figlia Ginevra. “L’ecografia ha evidenziato che il bambino non dava più segni di vita. Dopo pochi minuti ero già in sala operatoria per un raschiamento”. L’impatto emotivo è stato devastante: “È successo tutto così in fretta che non riuscivo a realizzare quanto stava accadendo. Ho sofferto enormemente e ho deciso di iniziare un percorso con uno psicologo perché ho capito che non potevo affrontare questo dolore da sola”.

Negli ultimi anni, sempre più personaggi pubblici hanno aperto un dibattito sul tema dell’aborto spontaneo e della salute mentale post-aborto. Ad esempio, l’attrice italiana Miriam Leone ha parlato pubblicamente del supporto psicologico ricevuto dopo un’esperienza personale simile, sottolineando l’importanza di non affrontare il dolore in solitudine. Analogamente, la nota giornalista e scrittrice Concita De Gregorio ha evidenziato come la condivisione e il dialogo aperto rappresentino strumenti fondamentali per superare questi momenti drammatici.

Fonti ufficiali come l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) confermano che oltre il 10% delle gravidanze si interrompe spontaneamente nei primi mesi, rendendo la consapevolezza e il sostegno psicologico temi sempre più centrali nelle politiche sanitarie e sociali. L’ISS invita inoltre a sensibilizzare l’opinione pubblica per combattere stigma e isolamento.

La nuova gravidanza e la speranza per il futuro


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