Confessioni dell’assassino di Esposito: movente dell’omicidio ancora da chiarire. Ultime novità.
I successivi accertamenti autoptici hanno confermato che Esposito non era ancora deceduto al momento dell’incendio. Durante la perquisizione del casolare dove si nascondeva il sospettato, i carabinieri hanno trovato il cellulare e una carta di pagamento appartenenti alla vittima, elementi che hanno ulteriormente corroborato il ragionamento accusatorio.
Impronte e prove video decisive per le indagini
Le indagini hanno visto una svolta grazie a elementi significativi raccolti dagli investigatori del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno. Un’impronta digitale del tunisino è stata rinvenuta sull’auto di Esposito, parcheggiata nelle immediate vicinanze della scena del crimine. Inoltre, le telecamere di videosorveglianza hanno registrato il giornalista insieme a un altro uomo poco prima del delitto. L’analisi dei tabulati telefonici ha rivelato che i due avevano avuto diversi contatti prima dell’omicidio, comprese chiamate avvenute proprio il giorno dell’evento fatale per organizzare l’incontro.
