Consiglio di Stato riabilita docente precaria: laurea senza due esami richiesti era valida.
La valutazione da parte del Consiglio di Stato
In prima istanza, il Tar del Lazio aveva ritenuto legittima l’esclusione della docente, giustificando la decisione sulla base della necessità di requisiti integrativi. Il provvedimento si fondava sull’argomentazione che la laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali non fosse sufficiente a garantire la preparazione richiesta per l’insegnamento di arte e immagine. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato quest’interpretazione, affermando che il piano di studi della docente implicava già competenze grafiche fondamentali.
I giudici hanno evidenziato come, dalla semplice analisi dei programmi, si evince l’esistenza di un approccio grafico nel percorso formativo. Questo approccio è essenziale per la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici e culturali. Di conseguenza, l’aspirante docente possiede la competenza necessaria per affrontare gli insegnamenti richiesti nel concorso, nonostante l’assenza dei due esami specifici.
Il Consiglio di Stato ha, dunque, evidenziato un principio di fondamentale importanza: l’Amministrazione deve valutare titoli di studio considerati affini a quelli richiesti, compiendo un’istruttoria dettagliata e non limitandosi a rigide interpretazioni formali. Questo assicura che i candidati vengano valutati non solo su criteri di compliance burocratica, ma anche sul reale bagaglio di competenze che portano con sé.
