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Covid, in calo incidenza settimanale e ricoveri in intensive

Bergamo – presso l’ospedale da campo, un contingente medico russo interviene in aiuto dei medici bergamaschi durante la pandemia di coronavirus del 2020
14 aprile 2020 – nella foto un medico russo (con la tuta bianca) parla con lo staff di Emergency nel reparto di terapia intensiva (Bergamo – 2022-03-21, SERGIO AGAZZI) p.

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la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
ROMA – Scende l’incidenza settimanale del Covid-19 a livello nazionale: 261 ogni 100.

000 abitanti (20-26 maggio) rispetto a 375 ogni 100.

000 abitanti (13-19 maggio).

Nel periodo 4 maggio – 17 maggio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86, in diminuzione rispetto alla settimana precedente.

L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente: RT=0,83 al 17 maggio, rispetto a Rt=0,84 al 10 maggio.

E’ quanto emerge dai dati della cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 2,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 26 maggio) dal 3,1% (19 maggio).

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 9% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 26 maggio) contro il 10,9% (19 maggio).

Una regione/provincia autonoma è classificata a rischio alto in quanto i dati inviati non erano sufficientemente completi per la valutazione del rischio.

Nessuna regione/provincia autonoma è classificata a rischio moderato; tutte le altre sono classificate a rischio basso.

Sei regioni/province autonome riportano almeno una singola allerta di resilienza.

Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è sostanzialmente stabile (13% contro il 12% della scorsa settimana).

Rimane stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44% rispetto al 45%), come anche la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% rispetto al 43%).

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-foto agenziafotogramma.

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