Cresce il rifiuto dell’ora di religione: vescovi invitano genitori e studenti a non mancare.

Cresce il rifiuto dell’ora di religione: vescovi invitano genitori e studenti a non mancare.

La CEI definisce l’ora di religione come un “laboratorio di cultura e umanità”. Qui, gli studenti imparano a decifrare il codice culturale che ha plasmato la nostra storia, sviluppando uno sguardo critico e costruttivo. In un’epoca in cui si rischia di ridurre la persona a pura funzionalità, l’insegnamento della religione cattolica offre uno spazio per riscoprire l’integralità dell’essere umano.

I dati sugli alunni non partecipanti

Recenti statistiche mostrano che uno studente su sei evita di frequentare l’ora di religione, optando per attività alternative. Ogni anno, si registrano almeno 50-60mila alunni che decidono di non avvalersi di questa disciplina. La tendenza è chiara: nel 2010, la percentuale di studenti non partecipanti era inferiore al 10%, mentre oggi, 15 anni dopo, è più che raddoppiata. Questa evoluzione è influenzata dalla crescente diversità culturale nelle classi, includendo un aumento di alunni stranieri e italiani con genitori di altre religioni.


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