Diga minaccia comunità indigena nepalese; chiedono di votare per la loro salvaguardia.

Diga minaccia comunità indigena nepalese; chiedono di votare per la loro salvaguardia.

Diga minaccia comunità indigena nepalese; chiedono di votare per la loro salvaguardia.

I Residenti di Mulkharka e il Progetto del Diadema di Nagmati

Nel 2023, i residenti di Mulkharka, per lo più appartenenti alla comunità indigena Tamang, hanno appreso improvvisamente dei piani per la costruzione della diga di Nagmati, situata a pochi passi dal loro insediamento, nelle immediate vicinanze di Kathmandu. Questa notizia ha suscitato forti opposizioni, poiché le autorità hanno sottolineato solo i vantaggi associati al progetto, trascurando i rischi sociali, ambientali e di sicurezza.

I locali temono sfollamenti, la perdita delle foreste, dei rituali, delle terre da pascolo e delle piante medicinali. Secondo stime, fino a 80.000 alberi potrebbero essere abbattuti, con un aumento dei conflitti tra esseri umani e animali selvatici e l’erosione dei legami ancestrali con la terra. Critici ed ingegneri avvertono che la diga, dal costo di 190 milioni di dollari, è superflua e presenta gravi rischi sistemici, citando valutazioni ambientali inadeguate e la vulnerabilità sismica della regione.

La Preoccupazione per il Futuro

Ashok Tamang, un residente di Mulkharka, ha raccontato come l’incontro che ha svelato i piani per la diga ha trasformato il clima tra i presenti. Durante una presentazione al monastero Sonam Choeling, le autorità hanno parlato dell’altezza e della capacità del progetto, promettendo sviluppo e prosperità. “Ci hanno detto solo dei benefici della diga, come strade migliori e maggiori opportunità economiche”, dichiara Tamang. “Ma i rischi non ci sono stati mai comunicati. Ora ci opporremo con forza a questo progetto.”

La proposta di costruire la diga è emersa nei primi anni 2010, prevedendo una barriera di 95 metri sul torrente Nagmati per raccogliere l’acqua piovana e rilasciarla durante la stagione secca. Le autorità sostengono che la diga potrebbe contribuire a rivitalizzare il sacro fiume Bagmati, affrontare le carenze idriche croniche di Kathmandu e generare elettricità. Tuttavia, oltre tre anni dopo l’incontro e l’approvazione governativa del progetto nel 2024, i residenti sono sempre più preoccupati per le potenziali conseguenze.


L’insediamento di Mulkharka dista circa 45 minuti dal vivace Tempio di Pashupatinath a Kathmandu, ma a dispetto della vicinanza alla metropoli, il paese mantiene un aspetto rurale. La comunità, con strade di terra e servizi essenziali scarsi, è prevalentemente composta da Tamang, che rappresentano circa il 66% delle 2.042 famiglie del villaggio. I residenti affermano che la costruzione della diga marginerà ulteriormente le loro già fragili esistenze, compromettendo rituali e mezzi di sostentamento legati alle foreste circostanti.

“Con l’inizio dei lavori, le nostre foreste saranno distrutte,” avverte Kul Bahadur Tamang, un altro residente. “I conflitti tra uomini e animali aumenteranno e perderemo le piante medicinali, oltre a non poter più pascolare il nostro bestiame.” Le stime parlano di circa 80.000 alberi che verrebbero abbattuti per fare spazio al progetto, ma esperti ambientali sostengono che intere sezioni delle colline vicine potrebbero essere livellate.

La Diga di Nagmati: Rischi e Controversie

Le autorità stanno già etichettando gli alberi da abbattere e gli esperti avvertono che, nonostante le leggi che impongono di piantare dieci nuovi alberi per ogni albero abbattuto, la perdita di foreste potrebbe danneggiare gravemente la qualità dell’aria a Kathmandu. Le foreste di Shivapuri Nagarjun fanno da barriera verde contro l’inquinamento e la CO2 e la diga comprometterebbe anche un importante percorso commerciale storico che univa Kathmandu al Tibet.

Molti residenti di Mulkharka vedono la diga di Nagmati come l’ultima di una serie di progetti infrastrutturali controversi. Negli ultimi anni, altri gruppi indigeni in Nepal, come i Newa di Khokana e i Yakthung nel Nepal orientale, hanno manifestato contro iniziative simili che minacciano i loro territori e stili di vita tradizionali.

Molti abitanti, tra cui Kul Bahadur e Ashok, accusano i funzionari di creare false promesse di sviluppo. In passato, per esempio, alla comunità è stata promessa una strada asfaltata durante la costruzione della diga di Dhap, ma la promessa non si è mai realizzata, lasciando il villaggio in condizioni precarie.


La Lotta per i Diritti Indigeni

Con le elezioni parlamentari imminenti in Nepal, i residenti di Mulkharka chiedono che la questione della diga venga portata in primo piano. Gli attivisti locali sostengono che la mancanza di rappresentanza degli indigeni nei processi politici ha esacerbato la loro situazione. Durante le elezioni, i candidati promettono di difendere gli interessi delle comunità locali, ma nel momento in cui ottengono l’incarico, questi impegni tendono a svanire.

“Se gli indigeni della nostra comunità non si candidano, chi lotterà per i nostri diritti?” afferma Man Bahadur Tamang. “Noi ci impegneremo a chiedere conto a chi ci chiede voti, ma nessuno dei candidati ha finora sostenuto la nostra causa contro la diga.”

In vista delle elezioni, molti esperti, come Kalpana Bhattachan, vice presidente della Federazione Nazionale delle Donne Indigene del Nepal, avvertono che la lotta per la giustizia sociale e per i diritti indigeni deve diventare una priorità nell’agenda politica del paese.

Le affermazioni degli esperti riguardano anche la necessità di passare da un modello di sviluppo centrato sui progetti a uno più sistemico, che consideri rischi sociali ed ambientali. Per i residenti di Mulkharka, la verità non è solo una questione di giustizia, ma di sopravvivenza e dignità culturale.

Fonti:

  1. Asian Development Bank
  2. National Indigenous Women’s Federation of Nepal

D’ora in avanti, i residenti di Mulkharka sono determinati a rimanere fermi nei loro intenti. “La diga di Nagmati non deve essere costruita,” afferma Ashok con convinzione. “Siamo pronti a combattere per i nostri diritti e il nostro futuro.”

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