Diritto allo studio per disabili: la Magistratura fa la differenza
Altrettanto importante è la sentenza n. 2023/2017 del Consiglio di Stato, che ha confermato una precedente decisione del TAR Toscana contro il Ministero dell’Istruzione, il quale aveva ridotto il numero di ore di sostegno richieste nel Piano Educativo Individualizzato. Questa sentenza stabilisce che le ore di sostegno devono rimanere inalterate e possono essere decise solo dal Gruppo di Lavoro Operativo, composto da figure come familiari, docenti e professionisti sanitari, che conoscono meglio le esigenze degli alunni con disabilità.
Nel corso degli anni, il Consiglio di Stato ha emesso numerose sentenze che difendono i diritti degli alunni con disabilità. Per esempio, la sentenza n. 9323/2020 ha ribadito il diritto al trasporto gratuito da casa a scuola. Queste decisioni hanno un impatto significativo nella vita di molte famiglie, creando un contesto di giustizia e inclusione.
Nel 2024, i tribunali italiani hanno emesso circa 400 sentenze sui diritti allo studio degli alunni con disabilità. Questo dato, estrapolato dall’Osservatorio Giuridico Permanente Human Hall, attesta l’impegno continuo della magistratura nella protezione dei diritti delle persone con disabilità. Ulteriori dati per il 2025 non sono ancora disponibili, ma questo trend suggerisce un monitoraggio attivo e una risposta giuridica efficace alle problematiche attuali.
Alla luce di quanto esposto, non posso accettare la denigrazione della magistratura, un’istituzione che storicamente ha sostenuto e continua a sostenere i diritti delle persone con disabilità. Questa denigrazione sarà certamente amplificata nei giorni che precedono il voto, ma io resto fermo nel mio rispetto e nella mia fiducia nella magistratura e nella sua attuale regolamentazione costituzionale. È essenziale mantenere intatti i diritti conquistati con fatica e attraverso un dialogo rispettoso e costruttivo.
Fonti ufficiali: F.I.S.H. Onlus, Corte Costituzionale, Governo Italiano.
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