“È ancora Natale”, il brano di Mario Signorile che racconta il Natale dal punto di vista di chi non ha nulla da festeggiare
Il riferimento a “Happy Xmas (War Is Over)” di John Lennon è stato inevitabile, anche se il brano del 1971 apparteneva a un’epoca in cui la speranza di una tregua era pensabile
L’accostamento tra immagini tradizionali («le campane suonare, e le stelle brillare») e quelle del conflitto («gli allarmi strillare, e non so più se pregare») crea una dissonanza che racconta cinquant’anni di promesse non mantenute. La Tregua di Natale del 1914, citata dall’artista, fu un lampo isolato di umanità: oggi, l’unico appello alla tregua sembra arrivare dall’arte, non dal fronte.
Il videoclip ufficiale è perfettamente coerente con il concept: girato nel Palazzetto dello Sport di Carbonara (Bari) — spazio quotidiano di un quartiere — trasforma un luogo familiare in un rifugio.
Il progetto, autofinanziato, è stato reso possibile grazie alla generosità del Presidente del Carbonara Volley, Vittorio Scagliarini, che ha concesso le riprese all’interno dell’edificio.
Non possiamo non citare la chiusura del brano, che spiega tutto il senso del brano: «Caro Babbo Natale, so che è troppo quel che chiedo, ma se il mondo avesse cuore fermerei questo dolore. Ma è ancora Natale e ho unito le loro voci: porta un po’ di pace ed un mondo migliore.»
