Giulia De Lellis: imprenditrice di successo con intelligenza e un brand in crescita

Giulia De Lellis: imprenditrice di successo con intelligenza e un brand in crescita

Giulia De Lellis si è aperta in una lunga intervista ai microfoni del podcast Forbes Style Talks, rivelando dettagli inediti sulla sua vita da imprenditrice e sul successo del suo brand di make-up, Audrer. Dietro questo nome non casuale si cela un gioco di parole e simboli: Audrer è infatti l’anagramma della parola francese “ardore”, e le lettere AU nel logo del marchio derivano dai numeri romani, richiamando il simbolo chimico dell’oro (Au). Questa scelta poetica ed elegante giustifica i raffinati dettagli dorati presenti nei packaging dei prodotti.

Curiosamente, la stessa Giulia ha confessato di essere sorpresa dal fatto che molti non immaginano che lei, la cui notorietà è iniziata precocemente, conoscesse simboli scientifici come quello dell’oro, soprattutto considerando che in passato aveva confuso l’Egitto con la capitale dell’Africa. Questo aneddoto, più di ogni altra cosa, mette in luce la sua crescita personale e la capacità di evolversi con il tempo.

La crescita personale di Giulia De Lellis nel mondo dell’imprenditoria

Durante la chiacchierata, Giulia ha definito se stessa un’imprenditrice “in fase di apprendistato”, sottolineando come ogni giorno rappresenti per lei una nuova lezione in un ambito competitivo: “Sto imparando il mestiere sul campo giorno per giorno”, ha ammesso, riconoscendo le difficoltà che comporta lavorare in “un settore competitivo, un mondo di squali”.

Rispondendo a chi la descrive come altezzosa o distaccata, De Lellis ha dichiarato con fermezza: “Io sono molto terra terra, semplice semplice. Questa cosa che la De Lellis se la tira, non so nemmeno da dove sia nata. Forse sono stata io pessima a farmi comprendere”.

La star ha raccontato come la sua immagine agli occhi del pubblico sia stata spesso influenzata dal suo passato: “Molti mi hanno conosciuta a 19 anni, quando avevo una testa diversa. Non collegavo il cervello alla bocca, dicevo quello che pensavo spesso in modo superficiale. Era naturale per una ragazza di quella età, ma è come se le persone avessero dimenticato chi ero allora”.


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