In Brasile, il farming rigenerativo progredisce, ma la deforestazione minaccia gli ecosistemi.

In Brasile, il farming rigenerativo progredisce, ma la deforestazione minaccia gli ecosistemi.

La Trasformazione del Mato Grosso

Nel Mato Grosso, il cuore agricolo del Brasile, vasti tratti di lussureggiante foresta amazzonica e savana Cerrado si stanno trasformando in campi di soia. Negli anni ’70, l’innovazione agricola e politiche pubbliche, come sussidi per incentivare l’insediamento agricolo, hanno permesso un rapido avanzamento della frontiera agricola. Così, il Mato Grosso è diventato uno dei principali centri di produzione agricola del Brasile.

L’Amazzonia, la più grande foresta tropicale del mondo, copre circa il 60% del Brasile, mentre il Cerrado, una delle savane più estese a livello globale, si estende per circa 2 milioni di chilometri quadrati. Dall’inizio del monitoraggio nel 1985, circa un quinto dell’Amazzonia è stato deforestato e quasi la metà della vegetazione nativa del Cerrado è stata distrutta per far spazio a bovini e soia. Le terre un tempo coltivabili sono ora degradate e non producono né foreste né terreni agricoli produttivi.

Oggi, iniziative come REVERTE mirano a ripristinare queste aree, sostenendo gli agricoltori nella realizzazione di pratiche più sostenibili tramite prestiti a basso interesse e supporto tecnico.

Le Sfide del Settore Agricolo

Il settore agricolo brasiliano è caratterizzato da pratiche che contribuiscono alla degradata dei suoli, come l’uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti chimici, causando una perdita di biodiversità e contaminazione delle acque. Dal 1993 al 2023, la produzione di soia in Brasile è aumentata di oltre sei volte, ma l’uso di fertilizzanti è cresciuto ancora più rapidamente. Inoltre, l’allevamento di bovini rappresenta il principale motore della deforestazione nel paese, causando il 78% della deforestazione attribuita alle merci agricole dal 2018 al 2022.

La restaurazione dei pascoli degradati è una priorità, ma la mancanza di finanziamenti potrebbe spingere gli agricoltori a deforestare nuove terre piuttosto che ripristinarle. Senza meccanismi finanziari robusti, la scelta di deforestare nuove aree è spesso sostenuta dai costi elevati di ripristino.


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