Indonesia sotto esame per revoca permessi dopo inondazioni mortali e frane devastanti.
Le Domande Senza Risposta
La situazione attuale lascia aperti numerosi interrogativi: chi finanzierà e porterà a termine il ripristino nei bacini idrografici danneggiati? Come verranno gestite le ex aree di concessione? Questa politica rafforzerà la responsabilità ambientale o si limiterà a spostare il controllo delle risorse forestali e minerarie da operatori privati a aziende statali?
Roni Saputra, direttore legale di Auriga, ha sollevato quest’ultima questione: “La mancanza di criteri pubblici disponibili per collegare ciascuna concessione al disastro rende difficile valutare se la politica sia motivata da esigenze di recupero ambientale o da una ristrutturazione più ampia della gestione delle risorse.”
In definitiva, le regioni con un ambiente degradato continuano a correre il rischio di disastri futuri. Ad esempio, uno dei distretti più colpiti dalle calamità del 2025, Central Tapanuli, è stato nuovamente colpito da inondazioni a metà febbraio 2026.
Le autorità dovrebbero dimostrare che la revoca dei permessi rappresenta un passo corretto verso una governance delle risorse naturali equa, trasparente e sostenibile, evitando che si trasformi in un semplice trasferimento di controllo da corporazioni private a statali senza un cambio di paradigma.
Fonti
- Auriga Nusantara
- Walhi (Rete Ambientale Indonesiana)
- Reuters
Le implicazioni delle recenti revoche potrebbero avere ripercussioni tangibili non solo sull’economia, ma anche sull’ambiente e sulla vita delle comunità colpite. Il tema merita un’attenta osservazione e una continua sollecitazione per la trasparenza e la responsabilità da parte del governo.
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