L’Opera Cuntata di Piparo e Analfino: estate unica al Teatro Massimo di Palermo
La struttura e i tre quadri narrativi de “L’Opera Cuntata”
Lo spettacolo si articola in tre quadri tematici che raccontano storie intrise di sacro, cultura e sentimento sociale. Nel primo quadro, intitolato “Santa Rosalia e la devozione popolare”, si rende omaggio alla “Santuzza”, patrona spirituale di Palermo, la cui figura rappresenta un legame civile e culturale che unisce diverse generazioni e quartieri della città. Salvo Piparo utilizza la tradizione siciliana del cunto, una forma di narrazione orale, per dare vita a una favola sacra e profana che richiama i miracoli, le invocazioni e la processione del Festino di Santa Rosalia, evento storico che da quasi quattro secoli è parte integrante dell’identità palermitana.
Nel secondo quadro, “Il mistero del Caravaggio”, l’attenzione si sposta su una delle pagine più dolorose della storia artistica siciliana: il furto della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, avvenuto nel 1969 nell’Oratorio di San Lorenzo e mai risolto. Attraverso il racconto del cunto arricchito con videoproiezioni, Piparo ricostruisce le diverse ipotesi investigative e dà voce ai collaboratori di giustizia che hanno contribuito nel tempo all’indagine. Questo quadro diventa così un’importante riflessione civica sul rapporto tra arte, legalità e memoria collettiva, sottolineando l’importanza della salvaguardia del patrimonio culturale.
