Mascella, collo e contorno viso: perché il lower face è il nuovo focus della medicina estetica
La zona inferiore del volto è particolarmente sensibile ai processi di invecchiamento. Dopo i 40 anni, infatti, diminuisce progressivamente la produzione di collagene ed elastina, la pelle perde compattezza e i tessuti possono tendere verso il basso.
Anche la modifica dei volumi del viso gioca un ruolo importante. La distribuzione del tessuto adiposo cambia nel tempo e può contribuire alla perdita della definizione dell’ovale.
La mandibola può apparire meno delineata, il profilo del mento meno armonico e il collo può mostrare maggiore rilassamento cutaneo.
A questi fattori si aggiungono elementi esterni come esposizione solare, variazioni di peso, postura e stile di vita.
Per questo oggi gli specialisti non valutano più solo la singola ruga, ma l’intera struttura del volto.
I trattamenti più richiesti per il lower face
Uno degli obiettivi principali della medicina estetica moderna è migliorare la qualità della pelle e sostenere i tessuti senza creare un effetto artificiale.
Tra le procedure più utilizzate ci sono:
• Filler a base di acido ialuronico: possono essere impiegati per ridefinire alcuni punti strategici come mento e linea mandibolare, quando indicato. L’obiettivo è ripristinare proporzioni e armonia, non aumentare artificialmente i volumi.
• Biorivitalizzazione e trattamenti rigenerativi: aiutano a migliorare idratazione, luminosità ed elasticità della pelle attraverso sostanze capaci di stimolare i tessuti.
• Radiofrequenza, laser e ultrasuoni focalizzati: tecnologie che mirano a stimolare la produzione di collagene e migliorare il tono cutaneo.
• Tossina botulinica: in alcuni casi può essere utilizzata per rilassare specifici muscoli e migliorare alcuni aspetti del profilo inferiore del volto.
