Medicinali e farmaci che causano sangue nelle urine: cause principali spiegate
In caso di calcoli, il sangue nelle urine è solitamente presente in quantità molto ridotte, e il paziente può manifestare dolore ai fianchi, nausea, vomito e febbre. L’esame microscopico delle urine consente di rilevare la presenza di sangue anche quando non è visibile ad occhio nudo.
Qual è il trattamento più efficace per il sangue nelle urine?
Il trattamento varia in base alla causa sottostante dell’ematuria indotta da farmaci:
- Nefrite interstiziale: sospendere il farmaco responsabile può consentire il ritorno alla normalità. A volte il medico prescrive corticosteroidi o farmaci immunosoppressori come la ciclofosfamide per ridurre l’infiammazione.
- Cistite emorragica: si sospende il farmaco accusato e si può optare per alternative terapeutiche. In alcuni casi si utilizza la diuresi forzata, aumentando l’assunzione di liquidi per ridurre l’esposizione della vescica al farmaco dannoso.
- Calcoli urinari: i calcoli di piccole dimensioni (<6 mm) possono essere espulsi spontaneamente con un’adeguata idratazione. Pietre più grandi possono richiedere trattamenti come litotrissia extracorporea o interventi chirurgici. Il farmaco responsabile viene sospeso o sostituito.
È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci in uso e di eventuali disturbi associati, così da valutare correttamente la causa dell’ematuria e scegliere la terapia adeguata.
La presenza di sangue nelle urine non equivale a una diagnosi automatica di malattia renale o di cancro. Diverse condizioni e farmaci possono indurre questo sintomo, rendendo indispensabile una valutazione medica approfondita.
