Michael Burry sfida Nvidia: il vero dramma di questo Ringraziamento.
La questione centrale rimane: Burry sarà il canarino nella miniera di carbone, a segnalare un collasso inevitabile, o la sua crescente fama e libertà di espressione potrebbero provocare l’implosione che prevede? Storia alla mano, tali preoccupazioni non sono affatto infondate. Critiche famose come quelle di Jim Chanos su Enron e David Einhorn su Lehman Brothers hanno costretto gli investitori a mettere in dubbio situazioni apparentemente stabili, portando a crisi di fiducia e conseguente disastro finanziario.
Se un numero sufficiente di investitori si fida delle analisi di Burry riguardo all’overbuilding nel settore AI, si verificherà un’ondata di vendite. Questo consoliderebbe la sua tesi ribassista e porterebbe a vendite ancora più massicce. Non è necessario che Burry abbia ragione su ogni aspetto; basta che riesca a convincere. Guardando le performance di Nvidia in novembre, potrebbe sembrare che le sue avvertenze stiano iniziando a farsi sentire, anche se la visione complessiva dell’anno rimane incerta.
Quello che è chiaro è che Nvidia ha molto da perdere, inclusa una capitalizzazione di mercato sbalorditiva e la sua posizione come azienda cruciale nell’era dell’AI. Burry, d’altra parte, ha solo la sua reputazione a rischio e un nuovo megafono che sicuramente utilizzerà con grande vigore nei prossimi mesi.
Fonti:
– Bloomberg
– Wall Street Journal
– Financial Times
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