Microplastiche nei boschi rurali: esperti avvertono sui rischi per la salute umana.

Microplastiche nei boschi rurali: esperti avvertono sui rischi per la salute umana.

Microplastiche nei boschi rurali: esperti avvertono sui rischi per la salute umana.

Microplastiche negli Spazi Verdi: Un Allarme per la Salute

Pubblicato il 13/01/2026 – 12:26 CET

Le microplastiche non risparmiano nemmeno gli spazi verdi, comunemente considerati rifugi sicuri dalle città inquinate. Un recente studio dell’Università di Leeds ha sollevato preoccupazioni sui potenziali rischi per la salute derivanti dalla presenza di questi inquinanti anche in ambienti rurali.

La ricerca che allarma

In base alla ricerca, le particelle di microplastica sono state trovate in quantità maggiori nelle aree rurali rispetto a quelle urbane. Gli scienziati sostengono che alberi e vegetazione catturano dall’atmosfera microplastica, depositandola nei boschi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, ha esaminato siti in tre diversi luoghi nell’Oxfordshire, in Inghilterra: un bosco rurale, una cittadina suburbana e la città di Oxford.

Durante un periodo di tre mesi, i ricercatori hanno registrato fino a 500 particelle di microplastica al giorno per metro quadrato in aree boschive, una cifra quasi doppia rispetto a quella rilevata in un grande centro cittadino.

I dati sorprendenti

Il campionamento è avvenuto ogni due o tre giorni, da maggio a luglio 2023, utilizzando uno spettroscopio ad alta risoluzione per identificare con precisione i materiali presenti. Sono stati trovati ben 21 tipi di plastica in diverse fasce di dimensioni, alcune delle quali erano così piccole da essere invisibili a occhio nudo. Ad esempio, particelle di appena 25-50 micrometri sono state paragonate a batteri di grandi dimensioni.

Nel corso dello studio, Wytham Woods ha mostrato il numero complessivo più alto di microplastiche, mentre Oxford si è distinta per la varietà di tipologie riscontrate. Ad esempio, si stima che il 99% delle particelle trovate siano così piccole da risultare invisibili.

Tra i materiali predominanti, nel bosco rurale è emerso il polietilene tereftalato (PET), comunemente usato in abbigliamento e contenitori per alimenti. Nella cittadina suburbana, la plastica più comune era il polietilene, utilizzata per sacchetti. Invece, Oxford ha mostrato una prevalenza di alcol vinilico etilenico (EVOH), tipico negli imballaggi alimentari e nei componenti di veicoli.

Gbotemi Adediran, docente di geochimica delle superfici terrestri e responsabile scientifico dello studio, ha dichiarato: “Questa ricerca dimostra che nemmeno gli ambienti rurali sono al sicuro dalle microplastiche e sottolinea il ruolo degli elementi naturali nell’inquinamento.”.

Meccanismi di trasporto delle microplastiche

Studi precedenti indicano che le microplastiche possono rimanere sospese nell’atmosfera per settimane. Le particelle più piccole hanno il potenziale di viaggiare anche per migliaia di chilometri. Le condizioni meteorologiche giocano un ruolo cruciale in questo movimento. Durante i periodi ventosi, è stato registrato un aumento del deposito delle particelle, mentre la pioggia tende a ridurne il numero, ma aumenta invece la dimensione di quelle raccolte.

Un nuovo studio, pubblicato su Science Advances, ha scoperto che anche la polvere delle strade contribuisce significativamente al trasporto di microplastiche. Grazie a una nuova tecnica, gli scienziati hanno rilevato nanoplastiche nell’aria, alcune delle quali misurano solo 200 nanometri.

I ricercatori dell’Institute of Earth Environment della Chinese Academy of Sciences hanno dichiarato che i risultati mostrano concentrazioni di plastica molto più elevate rispetto ai dati precedentemente registrati, evidenziando quanto sia ormai pervasiva la contaminazione da microplastiche, anche nell’aria che respirano le persone.

Prospettive future e saluti pubblici

Con la crescente presenza di microplastiche nei diversi ambienti, è fondamentale che le autorità sanitarie e gli esperti di salute pubblica considerino queste scoperte nel loro lavoro. Secondo Francesco Bruni, esperto di sanità ambientale, “le implicazioni per la salute umana e ambientale sono enormi e richiedono una risposta collettiva da parte di scienziati, governi e cittadini”.

In conclusione, le microplastiche rappresentano una minaccia non solo nelle aree urbane, ma anche in quelle rurali. La crescente evidenza di contaminazione deve spingere verso una maggiore consapevolezza e azioni concrete per proteggere la nostra salute e l’ambiente.

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