Milano, migliaia di manifestanti uniti nella grande protesta generale a Minneapolis.
Facevano coro: “No more Minnesota nice, Minneapolis will strike.”
A differenza delle manifestazioni in corso davanti al Whipple Federal Building, dove partono gli agenti ICE per cercare immigrati, l’atmosfera al raduno del Municipio era quasi gioiosa, nonostante la presenza sottostante di rabbia e terrore. Al Whipple, le persone deridono e urlano contro gli agenti federali e gli sceriffi locali, le cui provocazioni spesso ricevono risposte con granate assordanti e spray al peperoncino. Oggi, al raduno del Municipio, sembrava che non ci fosse tale pericolo, ma se i cittadini di Minneapolis hanno imparato qualcosa nelle ultime settimane è che il pericolo è sempre in agguato. Puoi essere seduto in macchina e venire ucciso da un agente federale; puoi stare facendo osservazione per l’ICE e subire lo stesso destino. Si può protestare per quella morte e essere arrestati, oppure si può camminare o guidare verso il lavoro e finire nelle mani degli agenti federali. Persino il semplice gesto di fischiare per avvisare i vicini che un agente sta portando via qualcuno dalla strada può avere come conseguenza, almeno, di essere colpiti con spray al peperoncino dagli agenti stessi. I medici di emergenza si aggiravano tra la folla, pronti al peggio.
Prenotazioni di Sicurezza e Vigilanza
Elicotteri sorvolavano la zona. Volontari in giacche fluorescenti, posizionati presso quasi ogni ingresso e angolo, dirigevano la folla. Una di loro mi ha avvisato riguardo il ghiaccio; non l’ho sentita e sono scivolato, ma una donna dietro di me ha salvato la mia caduta.
Il raduno si è infiammato di passione, con canti e slogan che rimbombavano nell’aria fredda. Nonostante l’elemento tangibile di rischio, la solidarietà e la determinazione delle persone erano palpabili. I partecipanti sapevano bene che ogni movimento poteva essere sorvegliato, che ogni parola potesse avere conseguenze. Eppure, la forza della comunità ha prevalso in quel momento difficile. Le storie di lotta e resistenza continuano a unirci, non solo qui a Minneapolis, ma ovunque.
