Moehrle invita l’Europa a tutelare seriamente i propri mari e oceani.

Moehrle invita l’Europa a tutelare seriamente i propri mari e oceani.

Moehrle ha concentrato gran parte del suo impegno nel trasformare questi impegni in regole applicabili. Ha spinto i governi a seguire i limiti scientifici di cattura, ridurre le sovvenzioni dannose e rafforzare i controlli nelle aree marine protette. Sottolineava che le riserve marine non dovevano restare semplici “linee su una mappa”; la protezione doveva essere reale e applicata. In acque europee, questo significava affrontare pratiche come il trawling a strascico, in cui reti pesanti vengono tirate lungo il fondo marino. Questa tecnica rimaneva diffusa anche all’interno di alcune aree protette. La Moehrle sosteneva che permettere la pesca distruttiva in zone destinate alla conservazione comprometteva sia la politica ambientale sia la fiducia nelle norme di protezione marina.

Il suo lavoro non si limitava ai limiti di cattura e alla protezione delle aree marine, ma si estendeva agli impatti più ampi della pesca sull’ecosistema. In articoli e interventi politici, ammoniva che l’impatto della pesca sul cambiamento climatico andava oltre il consumo di carburante delle navi. Tecniche che disturbano i sedimenti marini possono liberare carbonio accumulato e indebolire il ruolo degli oceani nella regolazione del clima. Affrontare le emissioni della flotta peschereccia sarebbe stato inutile se gli effetti ecologici della pesca stessa venissero ignorati.

Moehrle è entrata nell’ufficio europeo di Oceana nel 2017 come Chief Operating Officer, supervisando i programmi e le operazioni in diversi paesi. Due anni dopo è diventata direttrice esecutiva e vicepresidente in Europa, un ruolo che richiedeva di bilanciare l’attività di advocacy con la diplomazia. Le campagne di Oceana combinavano ricerca scientifica, sfide legali e pressione pubblica indirizzate ai governi nazionali e alle istituzioni europee.

Per ulteriori approfondimenti sulle politiche marine e le attività di Oceana, puoi consultare www.oceana.org.


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