Nuovo anno scolastico 2025/26: entrano in vigore divieti e norme poco innovativi.
Politiche disciplinari: un approccio da rivedere
Per affrontare la questione della disciplina, il Ministro ha introdotto misure più severe per chi si comporta in modo inadeguato. Quella che ha suscitato maggiori polemiche è la decisione di bocciare gli studenti che decidono di non rispondere alle domande degli esami di Stato. È ironico pensare che una così piccola percentuale di studenti (circa dieci su mezzo milione) possa portare a una punizione così drastica. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un esempio inadeguato di gestione del problema.
Oltre a ciò, la questione dell’uso dei cellulari a scuola è tornata di grande attualità. Il Ministro si è mostrato favorevole a un divieto che, in effetti, non rappresenta nulla di nuovo. Già nel 2007, il Ministro Fioroni aveva emanato una direttiva sulla materia, dimostrando che il problema è persistente. Qui sorge una domanda cruciale: perché non si cerca di comprendere le cause del comportamento degli studenti, anziché limitarci a punire?
