Parchi involontari: i conflitti umani creano rifugi imprevisti per la fauna selvatica.
## Parchi Involontari: Riflessioni su Naturale e Contaminato
I parchi involontari, aree rese inabitabili per l’uomo a causa di contaminazioni ambientali, conflitti e guerre, offrono rifugi insospettati alla fauna e alla flora. In molte situazioni, la natura è riuscita a prosperare in assenza umana, portando alla creazione di riserve naturali ufficiali. Un esempio è il Hanford Reach National Monument nello stato di Washington, un’area protetta che circonda un sito contaminato degli anni della Guerra Fredda, dove centinaia di specie sono riuscite a sopravvivere.
La situazione delle isole Curili, contese tra Russia e Giappone, illustra ulteriormente questo fenomeno. Qui, la Russia ha istituito riserve naturali in una zona storicamente contesa, mentre il Giappone ha dichiarato un parco nazionale poco lontano. Nonostante gli sforzi per stabilire un parco della pace, i tentativi di normalizzare le relazioni sono falliti, lasciando incerta la prospettiva della conservazione.
La crescente fragilità dell’ambiente a causa di conflitti geopolitici e disastri ambientali spinge i paesi a riflettere su come questi luoghi, diventati insalubri per l’umanità, possano essere risanati e quale ruolo possa svolgere la conservazione in questo processo.
## La Natura nei Luoghi di Conflitto
Non ci sono luoghi sulla Terra tanto inquietanti e paradossali quanto i parchi involontari, spazi che si sono rivelati inaccessibili all’uomo, ma che, ironicamente, sono diventati santuari per la fauna selvaggia. A differenza delle aree protette formalmente riconosciute, questi luoghi non sono stati creati per la conservazione; spesso, occorrono anni per riconoscerli ufficialmente come riserve.
Alcuni includono ex zone militari, campi di battaglia e siti contaminati da disastri ambientali. L’esempio della Zona Rossa in Francia, un’area di 17.000 ettari rimasta deserta dopo la Prima Guerra Mondiale, evidenzia l’effetto delle guerre e delle tensioni geopolitiche sulla conservazione della natura. In questi contesti, la flora e la fauna sono riemerse in ambiti dove l’intervento umano era stato drasticamente limitato.
