Pensioni docenti: dal 2029, requisiti più severi e assegni ridotti, con incentivi per restare.
Fattori Demografici e Sostenibilità del Sistema Pensionistico
Questo processo appare inevitabile in un Paese come l’Italia, caratterizzato da un calo demografico, un numero sempre più ristretto di lavoratori attivi e un aumento della popolazione anziana. La combinazione di questi fattori mette a dura prova la sostenibilità del sistema pensionistico, rendendo necessario un intervento per garantire la sua tenuta nel lungo periodo.
Lo stesso Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali, ha sottolineato la necessità di porre un freno agli anticipi pensionistici e all’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza, suggerendo di bloccare l’adeguamento automatico dell’anzianità contributiva e di prevedere incentivi per chi sceglie di rimanere al lavoro fino a 71 anni.
Le Reazioni dei Sindacati e il Caso della Scuola
Le proposte di Brambilla hanno suscitato la forte opposizione dei sindacati, che temono un ulteriore aumento del burnout, soprattutto in settori come la scuola, dove molti docenti con oltre 60 anni di età si trovano a dover affrontare condizioni di lavoro sempre più stressanti.
Secondo Manuela Calza, segretaria nazionale Flc-Cgil, lo spostamento progressivo dell’età pensionabile rappresenta “una sorta di accanimento”. La sindacalista sottolinea i benefici che deriverebbero dal consentire a determinate categorie di lavoratori, come gli insegnanti, di andare in pensione anticipatamente, un’opportunità oggi riservata solo ai maestri della scuola dell’Infanzia, considerati lavoratori usuranti e che possono quindi andare in pensione 3-4 anni prima, intorno ai 63-64 anni, con 35 anni di servizio.
