Riforma 4+2: Confusione e incertezze nel settore tecnologico-professionale
Un’altra errata convinzione è che la disoccupazione giovanile derivi dall’inadeguatezza del sistema scolastico. Con una disoccupazione giovanile che sfiora il 20% in Italia, è riduttivo attribuire questa situazione solo a una mancanza di preparazione. Ad esempio, molti giovani cercano lavoro all’estero, dimostrando che non è solo il sistema educativo a essere in crisi, ma anche il mercato del lavoro nazionale.
La scuola non dovrebbe essere un mero strumento per rispondere alle esigenze del mercato industriale. Questo approccio, già problematico in un contesto in rapida evoluzione tecnologica, mette in discussione l’intera missione educativa. Chi inizia le scuole superiori oggi, potrebbe trovarsi a fronteggiare realtà lavorative che semplicemente non esistono quattro anni fa. È essenziale che le istituzioni educative non solo preparino gli studenti per il mondo del lavoro, ma li educano anche a temi fondamentali come i diritti dei lavoratori e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il mio appello a tutte le scuole tecniche e professionali è chiaro: è fondamentale esaminare e comprendere la proposta del “4+2” e individuare le sue debolezze prima di implementarla. È giunto il momento di restituire questa riforma a chi l’ha proposta, visto che non è stata realizzata in modo adeguato e trascurato importanti aspetti pedagogici.
Per ulteriori approfondimenti e chiarimenti, è possibile fare riferimento ai documenti ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
