Scopri l’atmosfera magica di “Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts” dei M83.

Scopri l’atmosfera magica di “Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts” dei M83.

Scopri l’atmosfera magica di “Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts” dei M83.

Tempesta di Neve a New York e il Magico Mondo di M83

Città di New York, sotto una coltre bianca di neve avvolgente, ha subito un’intensa tempesta la scorsa settimana. Quando guardo i fiocchi scendere e cammino per le strade incredibilmente silenziose dopo il tramonto, con le persone che si rifugiano al caldo, non posso fare a meno di ascoltare l’album Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts dei M83.

M83: L’Inizio di un Viaggio Sonoro

Prima che Nicolas Fromageau lasciasse il gruppo e Anthony Gonzalez abbracciasse strutture canore pop più tradizionali, M83 aveva pubblicato due album principalmente strumentali. Sebbene l’album di debutto omonimo sia abbastanza dimenticabile, il secondo lavoro offre un’interpretazione avvincente della potenza ripetitiva di band come Mogwai e Godspeed You! Black Emperor. Dead Cities si presenta come un’esplorazione post-rock con un carattere francese distintivo, creando una ragnatela sonora attraverso l’uso di drum machine, synth analogici e chitarre pesantemente compresse.

Un’atmosfera liminale permea Dead Cities, evocando il senso di un luogo abbandonato. Ascoltando la melodia delicatamente ripetitiva di “Be Wild”, mentre il brano accumula lentamente strati sonori, è impossibile non immaginare di passeggiare in una città un tempo vibrante che ora giace deserta. La traccia “America” racconta il panico di un episodio di The Twilight Zone con ritmi frenetici, chitarre alla My Bloody Valentine e synth inquietanti che culminano in un crescendo mozzafiato.


La prima cosa che colpisce dell’album è la sensazione di qualcosa che non va. Il disco si apre con “Birds”, una breve invocazione di 54 secondi che ritrae un mondo ideale:

Il sole splende

Gli uccelli cantano

I fiori crescono

Le nuvole si addensano e io volo

La voce elettronica, inizialmente immersa in una distorsione digitale, si trasforma lentamente in un tono rassicurante, ma intrinsecamente poco affidabile. In questo mondo descritto, non ci sono sole, né uccelli o fiori. L’album inizia con una menzogna, per poi tuffarsi nella traccia di spicco “Unrecorded”.

“Unrecorded” sembra essere la dichiarazione di intenti di questo lavoro. Arpeggi analogici, ritmi pulsanti, chitarre drone, voci manipulate e sintetizzatori orchestrali si fondono in un muro di suono avvolgente. Ascoltando brani come questo, colpisce pensare che ci siano voluti dieci anni prima che Hollywood ingaggiasse M83 per la colonna sonora del film Oblivion.


M83 si è successivamente orientata verso un pop retro influenzato dallo shoegaze, realizzando successi come “Kim & Jessie” e l’inarrestabile “Midnight City”. Prima di questa transizione, il gruppo aveva intrapreso un viaggio più cinematografico e aperto, dando vita a melodie indimenticabili che continuano a risuonare nei cuori degli ascoltatori.

Riflettendo su questo percorso, risulta evidente come M83 abbia saputo catturare l’essenza di atmosfere uniche e di paesaggi sonori che evocano emozioni profonde e nostalgiche. Ogni traccia è un invito a esplorare mondi interiori, a sentirsi parte di una narrazione sonora che va oltre il semplice ascolto.

La combinazione di suoni elettronici e melodie sognanti permette agli ascoltatori di sentirsi trasportati in una dimensione diversa, una sorta di viaggio astrale attraverso le sensazioni. La capacità di M83 di mescolare diversi generi musicali è ciò che li rende unici nel panorama musicale contemporaneo.

Un viaggio attraverso le canzoni di M83 non è solo un ascolto, ma un’esperienza che invita alla riflessione e all’immaginazione. La bellezza di album come Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts risiede nell’abilità di creare paesaggi sonori complessi e suggestivi, perfetti per accompagnare i momenti di introspezione e contemplazione.

Per ulteriori informazioni sui M83 e sulla loro discografia, visita il loro sito ufficiale M83 Official Site.

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