Sgarbi e figlia in tribunale: Evelina chiede amministratore di sostegno per il padre.

Sgarbi e figlia in tribunale: Evelina chiede amministratore di sostegno per il padre.

Questo passo legale solleva interrogativi sulla stabilità delle dinamiche familiari e sull’eredità futura di Sgarbi. La richiesta di Evelina si inserisce in un contesto già complesso, dove le relazioni padre-figlia non sono mai state del tutto lineari. Da un lato, la giovane cerca di tutelare gli interessi del genitore; dall’altro, Vittorio Sgarbi respinge con veemenza le accuse, sottolineando la sua capacità di autogestirsi. Si preannuncia quindi un’autunno ricco di tensione e aspettative.

La reazione di Sgarbi: “Io incapace? Niente di più falso”

La reazione di Sgarbi a questa iniziativa legale è stata decisa, come riportato dal Corriere della Sera. Dalla sua dimora in Toscana, dove sta recuperando dopo un ricovero al Policlinico Gemelli per una forma di depressione, ha dichiarato: «Io incapace? Niente di più falso. Evelina è esosa, ecco perché ha intrapreso questa iniziativa». Sgarbi ha aggiunto che sostiene economicamente la figlia e quindi non condivide la sua richiesta di maggiori risorse.


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