Tecnologia e progresso: si può davvero ignorare il passato nella formazione scolastica?
La tecnologia ha reso possibile progressi straordinari, ma rischia di diventare un mero strumento per produrre una fruizione passiva e consumistica. Questo approccio porta ad un collasso della capacità educativa, dove le nuove generazioni si trovano immerse in un taylorismo digitale che le riduce a semplici numeri e statistiche. È fondamentale chiedersi se sia corretto integrare la tecnologia in un contesto scolastico già in crisi, senza tener conto della ricchezza del bagaglio culturale e storico da cui essa deriva.
La storia dell’umanità e della pedagogia ci insegna che il progresso non è un semplice prodotto della tecnologia, ma il risultato di lunghi processi di riflessione e cambiamento. Numerosi filosofi e sociologi, come Fromm, hanno avvertito dei pericoli insiti nel dimenticare il passato. In un’epoca in cui si spinge per una digitalizzazione a tutti i costi, è vitale chiedersi: stiamo davvero migliorando la qualità dell’istruzione o stiamo, invece, erodendo le sue basi?
Il ruolo della cultura nel progresso educativo
La cultura è il fondamento del pensiero critico e dell’indipendenza, essenziale affinché gli individui possano interagire con la società che li circonda in modo attivo e consapevole. Per citarne una, uno studio condotto dall'”Istituto Nazionale di Statistica” ha dimostrato che le competenze critiche e analitiche migliorano significativamente quando gli educatori non cedono alla tentazione di diventare solo “facilitatori” di un’apprendimento superficiale. È cruciale che i docenti recuperino il loro ruolo centrale nel formare menti pensanti e attive.
Se la Scuola integra un approccio unilaterale, focalizzandosi solo sulla tecnologia, rischia di diventare un luogo dove si perde di vista la crescita personale e relazionale degli studenti, diminuendo il loro potenziale. In questo contesto, l’insegnamento deve mantenere una qualità orientata verso l’essere umano, preservando i fondamenti della cultura e della storia.
