Tony Parkes: il banchiere che ha ripiantato una foresta pluviale, un esempio di sostenibilità.
All’età di novantasei anni, Parkes continuava a esplorare nuove sfide. La conservancy si è concentrata su genetica, approvvigionamento di semi e funghi micorrizici, per capire come le foreste restaurate potessero resistere a malattie, parassiti e cambiamenti climatici. Questo approccio scientifico rifletteva il suo carattere: l’amore per la foresta pluviale doveva basarsi su prove concrete. Piantare alberi non era sufficiente se la foresta non riusciva a perdurare nel tempo.
Parkes ha sempre parlato in termini pratici, evidenziando l’importanza di team, competenze, fondi e prospettive. La sua visione ha trasformato il processo di conservazione in un impegno collettivo. La Big Scrub ora presenta un panorama visibilmente migliore rispetto al passato: le aree una volta frammentate sono state unite in una rete di habitat sani. Un ex banchiere d’investimenti, che sembrava un reclutato improbabile, è diventato un vero e proprio custode della foresta, misurando il tempo attraverso la crescita degli alberi.
