Valutazione alunni: arriva la pagella di fine quadrimestre, l’esperto Cristiano Corsini spiega.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Valutazione alunni: arriva la pagella di fine quadrimestre, l’esperto Cristiano Corsini spiega.

In questi giorni, nelle scuole si avvicina un momento cruciale: la valutazione di fine quadrimestre. Per approfondire il tema, abbiamo intervistato il professore Cristiano Corsini, docente di Pedagogia Sperimentale all’Università di Roma Tre, noto esperto di valutazione scolastica.

Il Ruolo del Voto nella Valutazione Scolastica

Professore, è ormai riconosciuto anche come divulgatore nel campo della valutazione. Ha pubblicato due libri di successo, “La valutazione che educa” e “La fabbrica dei voti”. Tuttavia, sui social, spesso è accusato di avere un pregiudizio contro i voti. Come spiega questa percezione?

Coloro che hanno letto i miei saggi con attenzione sanno che non ho mai sostenuto l’abolizione del voto. Il voto può fungere da dispositivo di rendicontazione e classificazione, ma è importante notare che la normativa prescrive che la valutazione debba essere trasparente, descrittiva e orientata a migliorare l’apprendimento. Non è obbligatorio avere voti intermedi durante tutto il percorso formativo, e anzi, la valutazione deve anche supportare processi di autovalutazione.

Alcuni critici sostengono che neghi il valore motivazionale del voto. Qual è la sua visione in merito?

È un errore considerare che gli studenti studino per timore di un brutto voto. Quando l’apprendimento è guidato da motivazioni estrinseche come il voto, si rischia di compromettere la motivazione intrinseca. Questo impedisce di apprezzare a pieno le discipline e le competenze sviluppate. Ho basato le mie affermazioni su numerosi studi condotti da esperti nella psicologia dell’apprendimento.

Le Conseguenze della Motivazione Estrinseca

Quando ci si allontana dalla motivazione intrinseca, si deve considerare non solo il piacere di apprendere ma anche quello di insegnare. Insegna a diventare un’attività meno gratificante. Se gli studenti vengono incentivati solo a ottenere buoni voti, il loro processo di apprendimento diventa fragile e superficiale. In seguito a interrogazioni o esami, spesso non ricordano nulla di quanto studiato.

Alla luce di questo, quali consigli può offrire ai docenti durante gli scrutini? Innanzitutto, è essenziale distruggere il mito che sia necessario avere un “congruo numero” di voti intermedi per assegnare un voto finale. Questo non è previsto dalla normativa. In secondo luogo, è fondamentale evitare di calcolare la media aritmetica dei voti, poiché i voti sono di natura ordinale.

Professore, cosa farebbe se si trovasse in una discussione riguardo al voto di uno studente e ci fosse indecisione tra un 5, un 6 o un 7?

Riflettere tra 5 e 6 è un modo astratto di porre la questione. È importante chiedersi cosa rappresentano quei voti. Quali evidenze ho per affermare che un 5 sia giustificato rispetto a un 6? Personalmente, quando sono indeciso, tento sempre di esplorare ulteriormente la situazione per dare un voto che sia il più descrittivo possibile di ciò che lo studente ha dimostrato di sapere e saper fare.

Negli ultimi anni, ha notato un aumento di interesse verso la valutazione scolastica?

Sì, sono certo di questo. L’attenzione verso la qualità dei processi formativi sembra crescere. È evidente che la pubblicazione di testi dedicati alla valutazione scolastica sta contribuendo ad aumentare il dialogo su questo tema così cruciale nella formazione degli studenti.

Infine, lei è coinvolto in attività di formazione per docenti riguardanti la valutazione. Può parlarcene?

In questo periodo, stiamo chiudendo le iscrizioni a due master all’Università, uno sul tema della valutazione educativa e formativa e l’altro sulla valutazione descrittiva. Quasi tutti i posti sono già stati riempiti, il che indica quanto i docenti siano interessati a migliorare le loro competenze in questo ambito. Questo dimostra che c’è un reale bisogno di approfondire le modalità di valutazione nella pratica scolastica.

Le tendenze evidenziano l’importanza di una valutazione che non solo misuri, ma che educhi e supporti gli studenti nel loro percorso di apprendimento.

Per ulteriori informazioni sulla valutazione scolastica, si consiglia di consultare il Ministero dell’Istruzione e delle Politiche Giovanili (miur.gov.it) e le pubblicazioni scientifiche sui processi di apprendimento.

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