800.000 euro per potenziare l’elaborazione delle politiche pubbliche in Emilia-Romagna.

800.000 euro per potenziare l’elaborazione delle politiche pubbliche in Emilia-Romagna.

800.000 euro per potenziare l’elaborazione delle politiche pubbliche in Emilia-Romagna.

Bologna: Nuovo Bando per la Partecipazione Cittadina 2026

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Regione Emilia-Romagna ha annunciato un importante investimento di oltre 800mila euro per promuovere progetti e iniziative che coinvolgano attivamente cittadini, associazioni e intere comunità nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche. L’obiettivo è quello di attuare una strategia regionale integrata che renda la partecipazione un elemento concreto, accessibile e facilmente riconoscibile per il servizio delle comunità.

Durante l’ultima seduta di Giunta, il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha illustrato il nuovo bando partecipativo chiamato “Partecipazione 2026”. Insieme a lui, erano presenti Michele D’Alena, coordinatore dei processi partecipativi regionali, e Andrea Orlando, direttore generale dell’Assemblea Legislativa e tecnico di garanzia della partecipazione. “Desideriamo rafforzare ulteriormente l’impegno dei cittadini nella vita pubblica, collaborando strettamente con le istituzioni”, ha dichiarato de Pascale.

Obiettivi del Bando Partecipazione 2026

Il presidente ha sottolineato che la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche è fondamentale per un sistema democratico sano. “In Emilia-Romagna, la partecipazione è una tradizione consolidata, come dimostrano le esperienze positive del Centro regionale per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, una struttura unica in Italia”, ha aggiunto. Questo Centro ha il merito di instaurare una rete tra pubbliche amministrazioni, comunità e territori, offrendo strumenti e risorse per migliorare il dialogo tra cittadini e istituzioni.

“La direzione da seguire è chiara: vogliamo trasformare la partecipazione in una leva strategica per il governo, rendendo le decisioni pubbliche più accessibili e permettendo alla popolazione di diventare co-produttori dei beni comuni”, ha spiegato de Pascale. Questa iniziativa non mira solo a migliorare la qualità delle decisioni politiche, ma anche a costruire coesione sociale delle comunità locali.


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