Infezioni respiratorie in calo: risultati incoraggianti dalla sorveglianza RespiVirNet.
Infezioni Respiratorie: Dati e Tendenze della Settimana
ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana dal 22 al 28 dicembre, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità italiana si attesta a 14,5 casi per 1.000 assistiti. Questo valore rappresenta una flessione rispetto alla settimana precedente, che registrava un’incidenza di 17,1. L’analisi proviene dalla sorveglianza RespiVirNet, redatta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e, per la prima volta nel 2023, in formato interattivo.
Tuttavia, è importante considerare che i dati attuali, in particolare quelli riferiti alla sorveglianza sentinella, potrebbero non rispecchiare accuratamente la diffusione dei virus influenzali. Questo può essere legato a una diminuzione delle visite mediche e delle segnalazioni durante il periodo festivo, un fattore che tende ad influenzare in modo significativo le statistiche. Inoltre, la chiusura delle scuole contribuisce a limitare la trasmissione dei virus tra i più giovani, riducendo ulteriormente i nuovi casi.
Casi e Indicatori di Incidenza: Analisi per Età
Si stimano circa 820.000 nuovi casi di infezioni respiratorie acute, portando il totale dall’inizio della sorveglianza a circa 6,7 milioni. La fascia di età più colpita rimane quella dei bambini da 0 a 4 anni, che presenta un’incidenza di circa 39 casi per 1.000 assistiti. Gli esperti del dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS avvertono che il calo attuale potrebbe non durare. Infatti, l’incidenza potrebbe tornare a salire o mantenersi alta nelle prossime settimane, anche considerando che l’alta intensità di infezione si registra in regioni come la Sicilia, mentre Campania, Piemonte, Emilia Romagna e altre regioni mostrano differenti gradi di incidenza.
La variazione nella definizione di caso da influenza-like illness (ILI) a infezione respiratoria acuta (ARI) crea una complessità nel confronto con le stagioni passate. Nonostante ciò, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero, si osserva un elevato tasso di positività per il virus influenzale tra le persone con infezioni respiratorie, specialmente in ambiente ospedaliero, che raggiunge il 50,3%.
Analisi dei Virus Influenzali e Complicanze
Un altro elemento degno di nota è l’aumento dei casi gravi di influenza osservati nella settimana 51 (dal 16 al 22 dicembre) rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Il sottotipo virale predominante tra le forme gravi è il A(H3N2). La maggior parte dei casi gravi riguarda pazienti non vaccinati, sottolineando l’importanza della vaccinazione anti-influenzale.
Per quanto concerne la composizione dei virus influenzali, nel contesto comunitario, la percentuale di virus A(H3N2) supera di gran lunga quella degli A(H1N1)pdm09. Anche negli ospedali si riscontra una prevalenza del virus A(H3N2). È significativo notare che ad oggi nessun campione è risultato positivo per influenza A “non sottotipizzabile”, suggerendo che non ci sono evidenze di circolazione di ceppi aviari al momento.
Le analisi di sequenziamento in corso rivelano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia, il subclade K è nettamente predominante. Per quanto riguarda i ceppi di H1N1 pdm09, tutti appartengono esclusivamente al subclade D.3.1, parte del clade 5a.2a.1, che include anche ceppi utilizzati nei vaccini.
In sintesi, la situazione epidemiologica delle infezioni respiratorie acute e delle influenze presenta un quadro complesso, in cui è fondamentale monitorare gli sviluppi nelle settimane a venire. È essenziale restare allerta e seguire le raccomandazioni delle autorità sanitarie per mitigare la diffusione di questi virus e proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili.
Fonti ufficiali: Istituto Superiore di Sanità, Rapporto RespiVirNet.
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