Orsi polari si adattano allo scioglimento dei ghiacci, ma la situazione è critica.

Orsi polari si adattano allo scioglimento dei ghiacci, ma la situazione è critica.

Orsi polari si adattano allo scioglimento dei ghiacci, ma la situazione è critica.

Pubblicato il 31/01/2026 – 7:00 CET

Il dibattito sull’orso polare e il cambiamento climatico

Nel 2015, un’immagine straziante di un “terribilmente magro” orso polare ha colpito il mondo intero, accendendo accese discussioni riguardo agli effetti del cambiamento climatico sulla specie. Questo scatto ha suscitato preoccupazione sul futuro degli orsi polari, considerati vulnerabili dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Nonostante non ci fossero prove dirette che il riscaldamento globale avesse causato la denutrizione dell’animale, l’immagine ha raccolto oltre 52.000 condivisioni nei primi due mesi, segnando un momento cruciale nell’attenzione pubblica verso questi animali.

Un’indagine condotta nel 2020 ha stimato che alcune popolazioni locali di orso polare potrebbero scomparire dall’Artico entro il 2100, anche se si dovessero ridurre le emissioni di gas serra. Questi dati sono preoccupanti per la conservazione della specie, ma una nuova ricerca ha portato alla luce un quadro del tutto inaspettato per gli orsi polari delle Svalbard.

Il benessere degli orsi polari alle Svalbard

Secondo un recente studio pubblicato su Scientific Reports, gli orsi polari delle Svalbard stanno vivendo un miglioramento della loro condizione fisica, nonostante la significativa perdita di ghiaccio marino intorno al loro habitat. A differenza di altre regioni dell’Artico, dove si segnala un declino demografico coincidente con la diminuzione del ghiaccio, qui la situazione è relativamente stabile.

L’area del Mare di Barents, che circonda le Svalbard, ha visto un incremento della temperatura fino a 2 °C per decennio dal 1980. Secondo il censimento del 2004, la popolazione di orsi polari in questa regione era di circa 2.650 individui e, fino a tempi recenti, non ha mostrato segni di declino. Il ricercatore Jon Aars, insieme ai suoi colleghi, ha analizzato i dati relativi alla composizione corporea degli orsi dal 1992 al 2019, ponendo particolare attenzione sull’Indice di Composizione Corporea (BCI).

Questi studi rivelano che, sebbene il numero di giorni senza ghiaccio sia aumentato di circa 100 in 27 anni, il BCI medio degli orsi adulti è aumentato dopo il 2000, suggerendo una crescita delle riserve di grasso nonostante il cambiamento climatico in atto. Come ha affermato Jon Aars: “La nostra ricerca mostra che gli orsi polari delle Svalbard si stanno adattando in un modo sorprendente, crescendo in dimensioni anche in un ambiente che sembra sfavorevole.”

Le cause del miglioramento delle condizioni fisiche

Gli scienziati hanno avanzato diverse ipotesi per spiegare questo fenomeno positivo per gli orsi polari. Una delle spiegazioni è il ripristino delle popolazioni di prede terrestri come renne e trichechi, che erano state precedentemente sovrasfruttate dall’uomo. Queste risorse potrebbero fornire un sostegno nutrizionale cruciale per gli orsi, contribuendo al loro benessere.

Un’altra possibilità è che la perdita di ghiaccio marino concentri le prede, come la foca anulata, in aree più piccole, rendendo così la caccia più efficiente. Come confermato dal ricercatore della National Snow and Ice Data Center, Mark Serreze: “Mentre gli orsi polari devono affrontare sfide senza precedenti, le dinamiche della loro catena alimentare potrebbero favorire la loro sopravvivenza da un certo punto di vista.”

Tuttavia, l’evidente miglioramento della situazione degli orsi polari delle Svalbard non deve trarre in inganno. Gli autori dello studio avvertono che ulteriori riduzioni del ghiaccio marino potrebbero iniziare a compromettere la stabilità di queste popolazioni, aumentando le distanze da percorrere per trovare cibo. Questa condizione è già stata osservata in altre regioni dell’Artico.

Le prospettive future

Alla luce di queste scoperte, i ricercatori intendono approfondire i meccanismi attraverso cui le diverse popolazioni di orso polare si adatteranno a un Artico sempre più caldo. È fondamentale continuare a monitorare queste dinamiche per garantire la sopravvivenza a lungo termine di questa specie iconica.

Le dichiarazioni di esperti suggeriscono che si dovrebbe prestare attenzione all’equilibrio ecologico di queste aree, per capire come i cambiamenti climatici influenzino non solo gli orsi polari, ma l’intero ecosistema artico. Come affermato dal climatologo e attivista Bill McKibben: “La lotta contro il cambiamento climatico non è solo una questione di salvaguardare gli orsi polari; è una questione di preservare il nostro futuro e quello del pianeta.”

Le evidenze raccolte fino ad ora rimandano a una necessaria riflessione su come le politiche ambientali e le strategie di conservazione debbano evolversi, tenendo conto di un futuro incerto per l’Artico e i suoi abitanti. Fonti come la IUCN e vari studi peer-reviewed alimentano il dibattito e favoriscono una maggiore consapevolezza sui temi ambientali.

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