La resistenza britannica alle politiche climatiche: crisi di sostegno per il net zero.

La resistenza britannica alle politiche climatiche: crisi di sostegno per il net zero.

La resistenza britannica alle politiche climatiche: crisi di sostegno per il net zero.

Il Divergente Percorso del Regno Unito verso il Net Zero

Secondo un’indagine recente, il «senso di urgenza» nel Regno Unito per raggiungere l’obiettivo del net zero e sostenere le politiche climatiche è drasticamente diminuito. Nel 2019, il Regno Unito è diventato la prima grande economia mondiale a introdurre una legge per terminare il proprio contributo al riscaldamento globale, stabilendo l’ambizioso obiettivo di ridurre a zero le emissioni di gas serra entro il 2050. Questo obiettivo, precedentemente fissato per una riduzione di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990, rappresentava una chiara volontà politica di affrontare la crisi climatica.

Sotto la guida dell’allora primo ministro conservatore Theresa May, il Governo mirava a stimolare la creazione di «green collar jobs» fino a due milioni e a far crescere l’economia a basse emissioni di carbonio a circa 170 miliardi di sterline (circa 195,32 miliardi di euro) annualmente entro il 2030. Tuttavia, le opinioni pubbliche stanno cambiando.

La Crescente Sfiducia nel Raggiungimento del Net Zero

Nel 2021, il 54% dei britannici riteneva che il governo dovesse perseguire l’obiettivo del net zero prima della scadenza del 2050. Oggi, questa quota è scesa a un allarmante 29%. La ricerca, condotta dal Policy Institute del King’s College London in collaborazione con Ipsos e il Centre for Climate Change and Social Transformations, ha rivelato un significativo aumento della percentuale di persone che credono che sia sufficiente non raggiungere il net zero entro il 2050, o addirittura non averne un obiettivo. Questa percentuale è passata dal 9% al 26% in un breve lasso di tempo.

Persone come il professor Bobby Duffy, direttore del Policy Institute, avvertono che il calo del senso di urgenza potrebbe avere un impatto duraturo sulle politiche climatiche. “La crescente sfiducia nel raggiungere il net zero, insieme a un deterioramento del supporto per misure climatiche incisive, è un segnale preoccupante”, ha dichiarato Duffy.

I ricercatori segnalano una riduzione del supporto per politiche come ztl, tasse per i voli e sussidi per veicoli elettrici, il che rappresenta un cambiamento di rotta rispetto agli orientamenti precedenti. Inoltre, per alcune di queste misure, il livello di opposizione ha superato quello del supporto.

Le Differenze Politiche e le Implicazioni

Tra i diversi gruppi politici, gli elettori di Reform UK nel 2024 si sono distinti come l’unico gruppo senza una maggioranza favorevole al raggiungimento del net zero entro il 2050. Gli elettori di questo partito sono tra meno propensi a sostenere politiche climatiche e solo meno della metà si dice preoccupata per il cambiamento climatico. Questo è un chiaro segnale di come le posizioni politiche possano influire sulla percezione pubblica del problema climatico.

“Il cambiamento radicale nelle attitudini verso il net zero tra gli elettori conservatori e di Reform UK è significativo,” afferma Gideon Skinner, direttore senior della politica britannica di Ipsos. “L’emergere di nuove priorità come inflazione e immigrazione ha messo in secondo piano la questione climatica”.

Anche se la maggioranza continua a preferire il net zero entro il 2050, un’altra analisi ha mostrato che tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 34 anni questa percentuale è scesa dal 59% nel 2021 al 37% nel 2024, un calo allarmante. Allo stesso modo, il sostegno all’obiettivo è diminuito tra gli anziani, dove il 35% afferma ora che non è necessario raggiungere il net zero entro il 2050.

Un Cambio Culturale nella Percezione del Cambiamento Climatico

Le ricerche suggeriscono un cambiamento culturale nel modo in cui la popolazione percepisce l’emergenza climatica. L’opinione pubblica sembra ora divisa, con tensioni elevate tra scettici e sostenitori, simili a quelle create dalla Brexit. Duffy afferma che “la scarsa comprensione del net zero e il suo legame con il cambiamento climatico sono problematici”, e sottolinea che i media giocano un ruolo cruciale nel formare queste percezioni.

Un’analisi commissionata dall’Energy and Climate Intelligence Unit (ECIU) ha mostrato che i media britannici hanno una responsabilità significativa nel non collegare il net zero alla crisi climatica, con una diminuzione della percentuale di articoli che menzionano entrambi i temi. Nel 2024, il 41% dei contenuti non ha fatto alcun riferimento al cambiamento climatico, contraddicendo la necessità di una comunicazione chiara su queste questioni.

Considerazioni Finali

In un momento critico per il futuro del clima, il Regno Unito affronta sfide sia politiche che sociali nel perseguire obiettivi ambiziosi come il net zero. La crescente opposizione e il calo del supporto pubblico potrebbero compromettere

le future politiche climatiche, portando a un’ulteriore stagnazione nella lotta contro il cambiamento climatico. Fonti come l’Energy and Climate Intelligence Unit e il Policy Institute del King’s College London offrono dati cruciali per comprendere questo scenario complesso. È fondamentale che i leader politici riconsiderino l’urgence della questione e che i media affrontino il tema con la serietà e la responsabilità richieste.

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