Agricoltore UE contro TotalEnergies: in arrivo la sentenza sui danni ambientali.
Sentenza storica attesa per il processo climatico in Belgio
Il 18 marzo 2026 si attende una sentenza significativa in un innovativo processo sul clima che ha visto contrapposti un agricoltore belga e una delle più grandi compagnie petrolifere a livello globale. Questo caso, avviato nel novembre 2025, ha attirato l’attenzione internazionale per il suo potenziale impatto sulle politiche climatiche e sulle responsabilità aziendali.
Il contenzioso è stato avviato da Hugues Falys, un agricoltore della regione dell’Hainaut. Nel marzo 2024, Falys ha citato in giudizio TotalEnergies dinanzi al tribunale commerciale di Tournai. La sua motivazione? Un risarcimento per i danni subiti dalla sua azienda agricola, causati, secondo lui, dal cambiamento climatico. “Non siamo stati messi qui per affrontare un problema che non possiamo controllare. La responsabilità è delle multinazionali che continuano a inquinare”, ha sottolineato Falys in una dichiarazione a Euronews Green.
Le sfide del cambiamento climatico per l’agricoltura
Falys ha raccontato come eventi meteorologici estremi, come piogge torrenziali e ondate di calore, abbiano compromesso la resa delle sue colture tra il 2016 e il 2020. Ha chiesto un risarcimento di 130.000 euro per i danni subiti e ha messo in evidenza come gli agricoltori siano in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico. In un’intervista, ha dichiarato: “Non possiamo più ignorare la realtà. Le multinazionali come TotalEnergies devono assumersi la responsabilità delle loro azioni.”
Il supporto per Falys non proviene solo dal suo paese, ma anche da organizzazioni internazionali. FIAN, Greenpeace e la Lega dei diritti umani, insieme alla Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH), sostengono il suo caso nel quadro del progetto “See You In Court”. “Questa causa stabilisce un precedente importante. È una lotta per la giustizia climatica, e speriamo che il tribunale riconosca le responsabilità delle multinazionali”, ha commentato Gaëlle Dusepulchre di FIDH.
Le tre ONG che partecipano al processo hanno sottolineato la necessità di costringere TotalEnergies a interrompere tutti i nuovi investimenti in progetti legati ai combustibili fossili. “Chiediamo che la giustizia venga servita e che la salute del nostro pianeta e dei diritti umani sia messa al primo posto”, ha affermato un portavoce di Greenpeace.
TotalEnergies: un colosso sotto accusa
TotalEnergies è una delle principali aziende produttrici di combustibili fossili, responsabile di oltre un terzo delle emissioni globali di gas serra. Nel 2023, la compagnia ha attirato critiche per aver annunciato un investimento climatico di 100 milioni di dollari durante la COP30, mentre contemporaneamente aumentava la propria produzione di idrocarburi di quasi il 4% verso la fine del 2025. Questo dato supera le previsioni e contrasta con gli avvertimenti dell’IPCC, secondo cui è essenziale ridurre la produzione di idrocarburi per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C.
Nonostante ciò, l’azienda sostiene di aver ridotto le proprie emissioni del 3% rispetto all’anno precedente, attraverso miglioramenti nell’efficienza operativa. Tuttavia, molte ONG e attivisti sottolineano che queste azioni non sono sufficienti: “Ogni giorno, le multinazionali come TotalEnergies continuano a perpetrarsi nelle loro pratiche insostenibili. È tempo che ci prendiamo cura del nostro pianeta, e questo inizia dalla giustizia climatica”, ha ribadito Falys.
A novembre, Euronews Green ha contattato TotalEnergies chiedendo se l’azienda intenda interrompere i propri investimenti nei combustibili fossili e se riconosca la propria responsabilità. Fino ad ora, la compagnia non ha fornito risposta.
La sentenza attesa per il 18 marzo 2026 ha il potenziale per influenzare la direzione delle future politiche climatiche non solo in Belgio, ma in tutto il mondo. Se il tribunale deciderà a favore di Falys, potrebbe aprire la strada a ulteriori azioni legali contro le multinazionali per i danni ambientali e le violazioni dei diritti umani provocati dal cambiamento climatico.
Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti su questo caso che potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro il cambiamento climatico.
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