Nel 2024, le aziende farmaceutiche USA investiranno oltre 6 miliardi in Italia

Nel 2024, le aziende farmaceutiche USA investiranno oltre 6 miliardi in Italia

Nel 2024, le aziende farmaceutiche USA investiranno oltre 6 miliardi in Italia

Il Ruolo delle Aziende Farmaceutiche Statunitensi in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Le aziende farmaceutiche statunitensi giocano un ruolo fondamentale nel panorama industriale e scientifico italiano, contribuendo in modo significativo alla ricerca clinica e all’innovazione del settore. Questa è l’immagine emersa dallo studio condotto dalla Luiss Business School, con il supporto dell’American Chamber of Commerce in Italy. Nel 2024, il valore della produzione delle aziende farmaceutiche a capitale americano ha superato i 9,2 miliardi di euro, rappresentando il 17% dell’intero settore farmaceutico nazionale.

Negli ultimi anni, dal 2015 al 2024, si è registrata una crescita di quasi il 25% del valore produttivo, accompagnata da un incremento occupazionale di circa il 20%. Le aziende farmaceutiche statunitensi impiegano attualmente il 16% della forza lavoro dell’intero settore in Italia. L’impatto economico sul territorio è stimato intorno ai 6,3 miliardi di euro, con un effetto occupazionale totale (diretto, indiretto e indotto) che si avvicina a 22.600 posti di lavoro.

Crescita degli Investimenti in Ricerca e Sviluppo

Negli ultimi dieci anni, gli investimenti globali in Ricerca & Sviluppo nel settore farmaceutico e biotecnologico hanno mostrato un trend costante in crescita. Sebbene l’Europa rimanga un attore chiave, sta comunque perdendo terreno rispetto agli Stati Uniti, che continuano a dettare legge in questo ambito. Le recenti statistiche rivelano che nel 2023 l’Unione Europea ha aumentato la spesa in R&S dell’1,6%, mentre la Cina ha registrato un incremento dell’8,7% (fonte: Eurostat). In questo contesto, l’Italia emerge come un Paese cruciale per la produzione e la ricerca delle grandi multinazionali farmaceutiche americane e internazionali.

Secondo l’indagine della Luiss Business School, condotta su un campione di sette delle più influenti aziende statunitensi, le farmaceutiche americane detengono un ruolo di primo piano nella ricerca clinica in Italia. Nel 2024, queste aziende hanno effettuato investimenti pari a quasi 180 milioni di euro, sponsorizzando circa il 50% degli studi clinici nel Paese e registrando oltre 1.000 collaborazioni scientifiche in atto. Tra l’altro, circa il 25% dei farmaci considerati innovativi da AIFA proviene dalle aziende coinvolte in questa ricerca.

Gli investimenti in ricerca clinica sono valutati in aumento dal 43% delle aziende intervistate, con solo il 14% che prevede una diminuzione rispetto agli scorsi anni. Le previsioni per il futuro risultano più ottimistiche, con il 57% delle aziende che prevede un’espansione delle loro attività nel mercato italiano.

Nonostante le prospettive positive, la crescita degli investimenti in Italia risulta comunque inferiore rispetto a quella prevista in altri importanti paesi europei. Questo è dovuto principalmente alla persistenza di ostacoli regolatori e amministrativi, oltre a una mancanza di adeguato riconoscimento del valore generato dalla ricerca. Il 57% dell’intervistato considera l’Italia una localizzazione vantaggiosa, grazie alla disponibilità di tecnologie produttive e competenze elevate. Tuttavia, il 71% avverte che esistono criticità strutturali che limitano l’attrattività del Paese per le multinazionali, nonostante le elevate competenze scientifiche presenti sul territorio.

La Doppia Contrapposizione nel Settore Farmaceutico Italiano

Un’analisi approfondita del management delle aziende ha rivelato una contrapposizione tra fattori positivi e negativi per la ricerca clinica da parte dei grandi gruppi americani. Il principale limite riscontrato è la complessità regolatoria e l’eccessiva burocrazia, che generano inefficienze, specialmente nelle fasi di organizzazione e avvio degli studi clinici. D’altra parte, si riscontra un’eccellenza scientifica e una solida reputazione di molte strutture sanitarie e di ricerca italiane, contrastata dalla difficoltà di coinvolgere adeguatamente il personale medico e di supporto.

Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact della Luiss Business School, afferma: “I dati evidenziano un settore estremamente dinamico e di primaria importanza per l’Italia. Le potenzialità di crescita sono significative, ma è essenziale adottare una strategia nazionale coordinata per attrarre nuovi investimenti.”

Simone Crolla, consigliere delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, sottolinea che le multinazionali americane creano una catena del valore verso fornitori e competenze locali, contribuendo a un ecosistema di eccellenza. La relazione tra Italia e Stati Uniti, evidenziata nel report della Luiss Business School, mette in luce le sfide e le opportunità del settore farmaceutico.

Aaron Pugliesi di AmCham aggiunge che per mantenere la qualità del sistema sanitario italiano è necessaria una forte sinergia tra pubblico e privato, specialmente riguardo alla ricerca, alle nuove terapie e agli investimenti privati. Le aziende a capitale USA, emergono come un asse strategico per affrontare le sfide attuali, pronte a fornire competenze e risorse significative.

Per migliorare la situazione è necessario semplificare la normativa, garantire maggiore certezza fiscale e accelerare i tempi amministrativi, affinchè l’Italia possa mantenere una posizione competitiva nel panorama globale della farmaceutica.

– foto xi2/Italpress –

(ITALPRESS).

### Fonti Ufficiali
– Luiss Business School
– American Chamber of Commerce in Italy
– Eurostat

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