ENEA controlla la qualità dell’aria indoor all’aeroporto di Roma-Fiumicino per viaggi più sani.
Monitoraggio dell’aria negli aeroporti: il progetto OASIS a Roma-Fiumicino
ROMA (ITALPRESS) – La qualità dell’aria negli ambienti chiusi, in particolare negli aeroporti, è diventata una questione di interesse crescente, soprattutto in termini di salute pubblica. Il programma di monitoraggio dell’inquinamento indoor avviato da ENEA, in collaborazione con Aeroporti di Roma (ADR), il Ministero della Salute, Cefriel, Concept Reply e Healthy Reply, mira a garantire un ambiente più sicuro per passeggeri e lavoratori. Questo progetto rientra nell’iniziativa OASIS (Optimizing Air Safety in Indoor Spaces), che ha l’obiettivo di analizzare e migliorare la qualità dell’aria negli spazi chiusi.
Per monitorare le condizioni atmosferiche interne all’aeroporto di Roma-Fiumicino, sono stati installati strumenti avanzati in diverse aree, compresi gli uffici. Massimo Santoro, ricercatore del Laboratorio Biotecnologie RED di ENEA, ha spiegato che il focus principale è sul particolato atmosferico, che rappresenta un serio rischio per la salute, poiché può essere facilmente inalato. Questo studio non solo analizza le interazioni degli inquinanti con l’ambiente, ma valuta anche l’efficacia degli impianti di ventilazione e i potenziali effetti sulle cellule respiratorie.
Innovazioni nel monitoraggio: cellule bronchiali e tecnologie IoT
Un aspetto innovativo del progetto è l’uso di un sistema che espone cellule bronchiali umane all’aria campionata. “Grazie all’analisi del loro materiale genetico, l’RNA, possiamo capire in che modo gli inquinanti influenzano l’attività genica e identificare i principali effetti tossicologici”, prosegue Santoro. Questa metodologia offre la possibilità di esaminare come le cellule, che fungono da barriera protettiva nelle vie respiratorie, reagiscano al particolato, che può provocare infiammazioni e aggravare condizioni come asma e bronchite.
Fino ad oggi, le cellule sono state esposte per un periodo di 24 ore all’aria di vari ambienti dell’aeroporto, raccogliendo dati significativi su come il particolato influisca sulla genetica delle cellule bronchiali. Sono stati osservati modelli di attivazione genica in risposta a differenti stimoli ambientali. In particolare, sono stati esaminati tre gruppi di geni che rispondono a stress ossidativo, sostanze estranee e processi infiammatori.
Le analisi preliminari hanno evidenziato che la risposta delle cellule bronchiali varia sia in base alla dimensione che alla composizione del particolato. All’interno dell’aeroporto, il team di Concept Reply ha implementato sensori IoT per il monitoraggio in tempo reale della qualità dell’aria. Questi dispositivi non solo misurano polveri sottili e composti organici volatili, ma monitorano anche temperatura, pressione e umidità. Parte dei dati registrati viene analizzata immediatamente per evidenziare eventuali criticità, mentre il sistema cloud archivia le informazioni per lo studio dell’andamento temporale, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Un’altra innovazione è la tecnologia sperimentale di biotagging, che utilizza sequenze genomiche come marcatori univoci per tracciare i percorsi dell’aria e dei contaminanti negli ambienti indoor. Questa tecnica migliora la comprensione di come i flussi d’aria e i sistemi di ventilazione influenzino l’esposizione alle particelle in sospensione. I risultati preliminari confermano che ci sono specifiche aree dove le goccioline tendono a concentrarsi, in particolare nei pressi della strumentazione di misura e delle bocchette d’aria, rivelando l’importanza dei flussi d’aria generati.
Inoltre, sono stati installati sensori di movimento per monitorare i flussi di persone all’interno dell’aeroporto, utile per comprendere come determinate azioni quotidiane influiscano sulla qualità dell’aria, come l’apertura o la chiusura di porte e finestre. Attualmente, i dati raccolti sono sotto analisi tramite modelli predittivi basati su intelligenza artificiale, per stratificare le informazioni in modo efficace.
Il progetto OASIS possiede un databank informativo che include circa sette anni di dati sulla qualità dell’aria all’esterno, provenienti da fonti ufficiali come OpenAQ, ARPA Lombardia e OpenMeteo. Questi dati outdoor costituiranno una base per integrare il monitoraggio degli ambienti interni. Per migliorare le previsioni sulla qualità dell’aria, il team di Cefriel ha realizzato tre modelli di intelligenza artificiale, capaci di anticipare l’evoluzione della qualità dell’aria fino a 6 giorni per particolato e 6 ore per gas inquinanti, mostrando alta accuratezza nell’identificazione di situazioni di rischio.
In concomitanza, è in fase di sviluppo una nuova applicazione mobile destinata a operatori tecnici attivi in edifici pubblici, scuole e ospedali, offrendo uno strumento intuitivo per monitorare la qualità dell’aria e intervenire tempestivamente in caso di rischi. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso ambienti di lavoro, studio e svago più salubri e sicuri.
Per ulteriori dettagli, si rimanda alle fonti ufficiali: ENEA, Aeroporti di Roma, Ministero della Salute.
(ITALPRESS)
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