ESCLUSIVO | Intervista a NDG: “Dopo Amici pensavano che fossi scomparso, ma non rimpiango nulla”
Un disco di platino ottenuto con “Panamera”, la partecipazione ad Amici e poi a tantissimi eventi – tra cui TIM Summer Hits, RDS Summer Festival, Yoga Radio Bruno Estate e Rock in Roma – la pubblicazione di un singolo, “MISS”, feat. Tommy Dali, che ha superato il milione di stream, e poi un (apparente) silenzio, lungo due anni: la storia di NDG – al secolo Nicolò Di Girolamo, romano d’origine, classe ’00 – non è stata lineare, ma fatta di salite, discese, dossi da superare. Per molti lui negli ultimi tempi era “scomparso”, perché due anni sono troppi in questo mondo che corre costantemente. Ma la realtà era un’altra: mentre i suoi social smettevano di riempirsi di contenuti e sulle piattaforme di streaming non venivano pubblicati nuovi singoli che portavano la sua firma, NDG semplicemente si stava prendendo il suo tempo per comprendersi, riflettere, ritrovarsi. Dopo aver corso anche lui, insieme a questo mondo che non si ferma mai, aveva sentito il bisogno di fermarsi, che non è sinonimo di mollare. Lui la musica, in realtà, non l’ha mai abbandonata, ha sempre continuato a fare parte della sua vita.
E quale miglior modo di celebrare il suo ritorno sulla scena di un brano che porta il nome proprio della narrazione subita, amplificata dai social e dall’opinione pubblica? “Scomparso”, infatti, è il suo nuovo singolo, pubblicato per Troppo Records. Un modo – ironico, sarcastico e a tratti pungente – per urlare a chi lo aveva dato per “morto” – artisticamente parlando, si intende – che in realtà lui è sempre stato lì, a scrivere, vivere e osservare silenziosamente chi parlava di lui e si arrogava il diritto di raccontare la sua storia al posto suo. E che la non-volontà di essere costantemente in hype a tutti i costi non è da condannare né da giudicare, ma anzi, dovrebbe invitare tutti a una riflessione molto più profonda sul sottile confine che separa apparenza e sostanza e su quanto sia facile essere schiacciati dal peso delle aspettative e perdere sé stessi per diventare la perfetta rappresentazione di quello che vorrebbero gli altri.
Di questo e di molto altro abbiamo parlato con lui in questa piacevolissima intervista.
Non molto tempo fa è uscito il tuo nuovo singolo, “Scomparso”. Già il nome dice molto…
“Scomparso” è stato il primo singolo dopo questo periodo di “assenza”, perché era giusto così: doveva essere questo il pezzo del mio ritorno, è come se fosse un po’ il suo manifesto. È molto diverso a livello di concept e di testo rispetto ai miei lavori precedenti: parla di me e di come ho vissuto l’assenza dalle scene e dalla mia più grande passione e di come lo percepissero gli altri. Racconto come ho vissuto questi due anni di apparente silenzio, che in realtà era solo un silenzio social e di uscite discografiche.
Il tuo è un modo per rivendicare anche un po’ la voglia – e anche l’esigenza – di prendersi una pausa, del tempo per sé stessi, senza per forza sentirsi giudicati per questo.
Assolutamente sì. Ci scherzo anche su questo. “Non vinco mai e non perdo mai, sono solo scomparso”: o sei un vincente o sei un fallito per la società.
Lo hai fatto usando l’ironia, che molte volte è anche un’arma per difendersi dalle troppe voci, perché spezza la loro pesantezza.
Sì, è proprio così.
Quando si esce dai talent troppo spesso si crea un hype talmente grande da diventare quasi spaventoso: sei sotto una lente di ingrandimento enorme e questo porta a sentire il peso delle aspettative della gente.
Assolutamente. I talent – ma anche le piattaforme streaming, che permettono di scoppiare con un pezzo scritto in cameretta a 18 anni, con poca esperienza – ti portano ad arrivare da 0 a 100 e danno una prospettiva non realistica: una carriera non si può costruire in 7-8 mesi in un programma televisivo. Qualche tempo fa lessi un’intervista fatta a Damiano David in cui diceva che i talent vanno presi come esperienza di vita, formativa, che fa crescere e non come un punto di arrivo. Non bisogna andarci pensando di diventare delle star.
I talent, quindi, dovrebbero essere un punto di partenza e non di arrivo.
Esattamente, oppure di metà percorso. La vera gara è fuori, quella è solo una parentesi per un artista.
A questo proposito, ricordiamo che hai partecipato ad Amici nel 2022 (nella squadra di Lorella Cuccarini). Innanzitutto, come ci sei arrivato?
Sono arrivato lì dopo un percorso discografico, con un disco di platino alle spalle. Avevo già iniziato a costruire un percorso mio, non ero un completo sconosciuto. Mi ero già presentato nel 2019, verso metà del pomeridiano. Ci ho riprovato nel 2022 con un’altra consapevolezza e sono riuscito a entrare.
Com’è stato il post-talent? Cos’è successo che ti ha portato a prenderti un po’ di tempo per te stesso?
Sono uscito con un singolo con Tommy Dali, che aveva partecipato ad Amici con me: abbiamo trascorso l’estate a girare tra i vari festival radiofonici italiani. Poi ho fatto le audizioni per Sanremo Giovani: era l’anno in cui Amadeus sceglieva solo 8 artisti e di quelli 3 finivano nel cast dei Big. Passarono Clara, i Bunker e i Santi Francesi, tutti nomi molto grandi per quella kermesse. Dopo quel mancato passaggio mi sono preso del tempo per me: mi ero reso conto che stavo sempre rincorrendo qualcosa, prima la hit, poi Amici, poi Sanremo e, così facendo, avevo perso di vista il motivo per cui faccio musica e l’esigenza di esprimere qualcosa. Sembrava tutto statico.
Ci sono ex partecipanti con cui sei rimasto in contatto? E dei professori, invece, qualcuno ti ha cercato dopo per capire come andassero le cose?
Io e i miei ex compagni di viaggio abbiamo un gruppo Whatsapp ancora oggi e negli anni ho avuto modo di assistere alle esperienze ed evoluzioni di molti di loro. Posso fare un paio di esempi: Cricca, che è andato in Australia e lì ha costruito una vita e una carriera artistica, oppure Piccolo G, che è uscito con un album dopo due anni dalla fine del talent. Quando eravamo dentro la scuola tutti condividiamo lo stesso sogno ed è proprio questa la cosa bella di Amici.
Tra le persone con cui sono rimasto in contatto ci sono Tommy Dali, che sento quotidianamente, e Wax: loro sono amici veri, così come anche Samuele Segreto, che oggi lavora al serale di Amici. Inoltre sono rimasto in contatto con i vocal coach, che nel programma sono una figura fondamentale, perché ci seguono dalla mattina alla sera. Tra i professori l’unica che ho avuto modo di sentire è Lorella Cuccarini: ci seguiamo, mi supporta.
Ci sono stati in questi anni dei commenti che ti hanno ferito particolarmente?
Quando uscivo e la gente mi chiedeva se facessi ancora musica, per quanto sapessi che non lo faceva con cattiveria, mi arrivava come una lama nel petto, perché mi sembrava che pensasse che stessi mollando. Quello che mi ferisce, in generale, sono la superficialità e la mancanza di empatia e di tatto delle persone nel capire che davanti hanno un essere umano e non un avatar. In realtà, però, negli ultimi anni quello che mi ha fatto stare male davvero è stato non uscire con le mie canzoni. Adesso, però. tutto sta ripartendo.
Con il senno di poi, considerando tutto ciò che è successo negli ultimi anni, rifaresti tutto, da Amici al post-talent, oppure cambieresti alcune tue scelte?
A posteriori, conoscendo già cos’è successo e quali esperienze ti hanno cambiato, è facile dirlo, però sì, rifarei tutto. Forse l’esperienza di Amici avrei voluto farla con più consapevolezza, del resto però molta consapevolezza l’ho acquisita proprio grazie al talent. L’unica cosa che rimpiango è che sia uscita molta meno musica di quanta ne abbia fatta: molti pezzi non usciranno mai più perché rappresentano un mio vecchio percorso.
Tornando al presente. Hai avuto già modo di incontrare dal vivo i tuoi fan per proporre live “Scomparso”. Com’è stato ritornare in questa dimensione?
È stato molto bello: ogni volta che qualcuno mi ferma, mi riconosce per ciò che ho fatto mi fa sempre molto piacere. Il fatto che ci sia qualcuno affezionato e me e che ascolta la mia musica mi fa stare bene. È stato molto bello il raduno a Piazza del Popolo, dove sono venute persone per sentire in anteprima il pezzo e incontrarci dal vivo, ma ancora di più il relais party con il live: sono tornato a cantare dal vivo dopo tanto tempo e mi sono sentito nel posto giusto. Quello è il mio habitat: è da quando sono ragazzino che amo esibirmi.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Uscirà un nuovo pezzo per fine maggio, un altro estivo verso giugno, per poi ripartire a settembre. Nel mezzo ci saranno occasioni per cantare dal vivo durante l’estate.
