Gen Z guida la spesa in UE, ma i consumi potrebbero subire una flessione.
Pandemia e Nuove Tendenze nel Settore della Ristorazione Tradizionale
MILANO (ITALPRESS) – L’industria della ristorazione tradizionale in Italia si distingue per una base di consumatori ampia e stabile, attraversando tutte le fasce d’età. Il Rapporto Annuale sulla Ristorazione, redatto da FIPE-Confcommercio e Bain & Company, mette in evidenza un cambiamento significativo: la polarizzazione generazionale delle abitudini alimentari.
Il settore continua a rappresentare un modello di riferimento per i consumatori più maturi, mentre tra i più giovani emerge un comportamento multi-canale. I Millennial e la Gen Z sono sempre più propensi a sperimentare diversi formati: dai ristoranti tradizionali ai fast food, dai Pub/Café ai servizi di delivery. Tra le nuove generazioni, i Pub/Café si confermano come il canale più popolare, con una frequenza di visita che è diventata quotidiana. La ristorazione tradizionale, quindi, si trova a competere in un contesto in cui il valore percepito e le esperienze significative diventano fondamentali per attrarre la clientela giovane.
Challanges e Opportunità per la Ristorazione Tradizionale
Aaron Gennara Zatelli, Partner di Bain & Company, evidenzia che il ristorante tradizionale continua a rivestire un ruolo cruciale, ma con una maggiore esposizione a consumi meno frequenti. La sfida non è solo tra diversi formati di ristorazione, bensì contro una molteplicità di offerte che soddisfano bisogni diversi dei consumatori. I ristoranti tradizionali devono quindi concentrarsi su occasioni più significative: esperienze di qualità e celebrazioni di valore aggiunto.
Un aspetto interessante è il fenomeno del delivery, che si rivela altamente polarizzato per età in Italia. Più del 90% dei membri della Gen Z utilizza regolarmente questi servizi, mentre oltre la metà dei Boomer tende a evitarli. Non solo, il 17% della Gen Z ricorre al delivery ogni giorno, evidenziando una frattura generazionale nei modelli di consumo. Questa situazione crea una competizione diretta tra consumi fuori casa e a domicilio, specialmente tra i più giovani. Al contrario, per le generazioni più mature, la sfida si traduce nella necessità di rivedere le proprie uscite, piuttosto che nella migrazione verso canali alternativi.
Nei Paesi del Sud Europa, come Italia e Spagna, si nota una maggiore affezione al modello della ristorazione tradizionale, con circa il 30% dei consumatori che frequenta ristoranti settimanalmente. In confronto, nei Paesi nordici, come Francia e Germania, il consumo nei ristoranti tradizionali è più sporadico, con un 35% che ha abitudini alimentari occasionali.
Un dato significativo per l’Italia è che il 13% della Gen Z visita quotidianamente ristoranti tradizionali, il che supera notevolmente la media europea, che si attesta sul 5%. Tuttavia, emerge anche una forma di polarizzazione: il 17% della popolazione giovane non ha mai mangiato in un ristorante tradizionale. Questo suggerisce una dichotomia tra utenti abituali e chi, invece, ignora il formato classico.
Un aspetto da considerare è la trasformazione della distribuzione del valore di mercato, sempre più indirizzata verso i consumatori più giovani. Questi ultimi dichiarano livelli di spesa superiori alla media, a differenza delle generazioni più anziane. In Italia, il 41% della Gen Z colloca la propria spesa in una fascia “alta” o “molto alta”, mentre tra i Boomer questa percentuale scende al 26%.
Affinché la ristorazione tradizionale possa continuare a prosperare, è fondamentale attrarre le generazioni più giovani mentre si offrono anche proposte che rispondano alle esigenze delle generazioni più mature. L’attrattività per i giovani deve rimanere alta, ma ad ogni modo non va sottovalutata la necessità di proposte che possano incontrare il gusto di chi frequenta i ristoranti con meno regolarità.
In sintesi, il rapporto mette in luce l’importanza di un approccio multidimensionale nella ristorazione, in grado di soddisfare le esigenze di diversi segmenti di consumatori. Per continuare a essere rilevante, il settore deve essere pronto a evolversi e a innovare, mantenendo sempre un occhio attento alle dinamiche di mercato in continua evoluzione.
fonti: FIPE-Confcommercio, Bain & Company, ISTAT.
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