Ddl impunibilità minori approvato: Meloni, “Responsabilità anche a 15 anni” / Video disponibile
Il 22 ottobre 2025, il Consiglio dei Ministri italiano, guidato dalla Premier Giorgia Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge che modifica le regole sull’imputabilità dei minori. Il provvedimento prevede una presunzione di responsabilità per i giovani tra i 14 e i 18 anni, invertendo l’onere della prova riguardo alla capacità di intendere e volere. Meloni ha sottolineato l’importanza di punire i reati anche tra i minorenni, pur riconoscendo che il problema della violenza giovanile richiede un approccio più ampio, che comprende supporto familiare, educativo e sociale.
Riforma sull’Imputabilità dei Minori: Novità e Dichiarazioni del Governo
Il Consiglio dei Ministri, su iniziativa del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge che apporta modifiche significative riguardo all’imputabilità dei minori. Questo provvedimento, come spiegato in un comunicato di Palazzo Chigi, modifica l’articolo 98 del Codice penale, stabilendo una presunzione di capacità di intendere e di volere per i minori che abbiano raggiunto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto. Pertanto, la responsabilità non deve più essere accertata caso per caso, ma si assume fino a prova contraria, mantenendo comunque la possibilità di escludere l’imputabilità se emergono elementi sufficienti nel procedimento.
Durante un intervento video sui social, Meloni ha sottolineato che il nuovo principio è che chi compie reati deve affrontare delle conseguenze, indipendentemente dall’età. La prima impostazione prevedeva una presunzione di incapacità, mentre ora si parte dall’assunto che esista una responsabilità. Il Premier ha evidenziato che questa norma è diretta a coloro che abusano dei minori per commettere atti illeciti e a quei giovani che credono di poter agire senza conseguenze. Meloni ha anche avvertito che il provvedimento non è un rimedio unico, ma un passo verso un approccio più ampio nella gestione della violenza giovanile.
Il Ministro Nordio ha chiarito che l’età per l’imputabilità rimane fissata a quattordici anni e che non sono state inasprite le pene. Ciò che cambia è la presunzione di imputabilità, che ora si fonda su una maggiore responsabilizzazione dei minori. Ha evidenziato che il provvedimento rappresenta l’ultimo di una serie di azioni legislative, mirate a fronteggiare l’aumento della criminalità minorile, e semplifica i procedimenti rispetto a normative precedenti.
Infine, Nordio ha sottolineato come le nuove regole possano facilitare i processi legali, ponendo una maggiore attenzione alle capacità psicologiche e alle responsabilità dei giovani. Una strategia complessiva è necessaria per affrontare le cause della violenza giovanile, che spesso hanno radici in famiglie disfunzionali e contesti sociali problematici.
Nuove norme sull’imputabilità minorile in Italia
Il 22 ottobre 2025, il Consiglio dei Ministri italiano, su iniziativa della premier Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge che modifica le disposizioni sull’imputabilità dei minori. Il nuovo provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione di capacità di intendere e volere per i giovani che, al momento del reato, abbiano compiuto quattordici anni, ma non ancora diciotto.
Questo cambiamento giuridico modifica il modo in cui viene accertata la responsabilità, spostando l’onere della prova dalla dimostrazione della capacità alla presunzione di essa. Le possibilità di escludere l’imputabilità restano, ma ora si parte dall’idea che il minore sia responsabile fino a prova contraria. Inoltre, il disegno di legge prevede che anche il giudice e il pubblico ministero possano raccogliere elementi utili per valutare la responsabilità del minore.
La premier Meloni ha sottolineato come il governo stia cercando di affermare un principio fondamentale: chi commette un reato deve pagare, indipendentemente dall’età. Ha evidenziato che questo provvedimento rappresenta solo un tassello in un approccio più ampio, dove la prevenzione e il supporto sociale sono essenziali per affrontare le cause della violenza giovanile.
Il Ministro Nordio ha chiarito che l’età di imputabilità resta fissata a quattordici anni e che non ci sarà un inasprimento delle pene. La novità principale è la presunzione di imputabilità, che intende semplificare il processo, rendendo più facile affrontare il fenomeno della criminalità minorile, un problema sempre più allarmante in Italia.
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