Confagricoltura: grano duro italiano a rischio, minacciata la sovranità produttiva nazionale.
Reggio Emilia – Un campo di grano pronto per la mietitura in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia – 2022-06-23, Roberto Brancolini) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
ROMA (ITALPRESS) – Confagricoltura è “in allarme” per il grano duro italiano e richiama “l’attenzione sulla situazione di grave criticità che riguarda il comparto” e che “mette a rischio la nostra sovranità produttiva”. È quanto si legge in una nota. “L’emergenza climatica erode la produttività agricola; la poli-crisi globale fa lievitare i costi energetici e produttivi; ai produttori vengono riconosciuti prezzi sempre più bassi: i nostri agricoltori lavorano in perdita e in molti casi abbandonano”.
Il Centro Studi di Confagricoltura ha evidenziato dei dati preoccupanti: le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10% (dal 2012 al 2025); il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancano oltre 880mila ettari. L’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza cresce ogni anno, con margini in contrazione per i cerealicoltori, o addirittura in perdita. “È fondamentale invertire questa tendenza ora”. Per questo, la Confederazione ha accolto con soddisfazione la campagna del MASAF che invita a preferire la pasta italiana, intendendo “pasta prodotta al 100% da grano duro italiano”. Si tratta, infatti, di un segnale importante di sostegno ai cerealicoltori italiani e di sensibilizzazione dei consumatori. Tuttavia, la crisi in atto è strutturale e si inserisce in un contesto minaccioso a livello globale.
“Ormai a tutti gli effetti i prodotti agricoli sono strumenti per condizionare le guerre che si combattono anche attraverso la capacità di consegnare o non consegnare navi di grano – ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, al Meeting di Rimini -. Siamo fortemente preoccupati per l’inflazione alimentare: un elemento che nessuna Banca centrale può controllare. Un rialzo dei prezzi del cibo genererà ulteriori scossoni in un mercato finanziario già turbato dalle guerre”.
Confagricoltura auspica quindi che vengano individuate risorse straordinarie per misure mirate, al fine di sostenere il reddito degli agricoltori e di garantire alla filiera agroindustriale una sempre crescente quantità di grano duro nazionale.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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