A scuola tutto è possibile; fuori, il mondo è vuoto e silenzioso.
Il Mondo del Lavoro e le sue Barriere
Il problema principale emerge nel contesto lavorativo. La legge 68/1999 prevede il “collocamento mirato” e delle quote di riserva, ma cosa succede nella pratica per un giovane con DSA? Le selezioni spesso richiedono competenze standardizzate, e le prove attitudinali sono a tempo e con istruzioni complesse, esattamente il tipo di prove da cui gli studenti erano esentati a scuola. “Mansioni adattate” risultano una chimera, e il mondo del lavoro non si muove per adattarsi al lavoratore, ma richiede flessibilità dalle aziende.
Inoltre, la formazione non è sempre accessibile. I corsi obbligatori, per esempio, sono spesso solo testuali e non tengono conto delle necessità di chi ha bisogno di apprendere tramite mappe concettuali. Anche se si riesce a entrare nel mercato del lavoro, la carriera si arresta di fronte a barriere come certificazioni e percorsi formativi che replicano le stesse difficoltà incontrate a scuola.
Questa contraddizione è evidente: mentre le scuole investono risorse ed energie per costruire percorsi personalizzati, il mondo esterno non offre una continuità reale. È come insegnare a qualcuno a camminare con bastoni per poi toglierglieli e dirgli di correre. Assistere a ragazzi motivati, con diplomi conseguiti con fatica, sbattere contro un muro di indifferenza, è un affronto per il sistema educativo.
