Agricoltori temono sfratto, siccità e allagamenti legati al Canale Funan Techo in Cambogia.
Per molte famiglie, come quella di Thet Chanton, la situazione è diventata insostenibile. Chanton aveva recentemente completato la costruzione della sua nuova casa a Prey Sambor, ma a pochi mesi dal suo trasferimento, le autorità locali gli hanno comunicato che la sua abitazione sarebbe stata demolita per far posto al canale. Le autorità hanno indicato che il suo villaggio verrebbe esaminato per essere incluso nel percorso del Funan Techo.
“Abbiamo speso circa 20.000 dollari per costruire questa casa”, ha raccontato Chanton. “Se costruiranno il canale, porteranno via tutto.”
Un numero stimato di 2.305 famiglie, pari a circa 11.525 persone, subiranno in qualche modo degli impatti diretti dall’infrastruttura. Le preoccupazioni non riguardano soltanto chi perderà la casa, ma anche l’intera economia locale, totalmente dipendente dall’agricoltura.
Un progetto dai costi elevati e risultati incerti
Il Canale Funan Techo rappresenta non solo un’opportunità economica, ma anche un enorme punto di discussione e controversia. Sorgerà un nuovo polo logistico che mira a ridurre i costi di spedizione, consentendo spedizioni dirette dalle coste a Phnom Penh, la capitale. Inizialmente stimato a 1,8 miliardi di dollari, il costo è sceso a quasi 1,2 miliardi, con una partecipazione cinese al 49% e cambogiana al 51%. Si prevede che il canale potrà generare tra i 50.000 e 1,6 milioni di posti di lavoro entro il 2050.
