Ansia da esami e fine scuola: come riconoscerla e affrontarla senza farsi travolgere
Con l’anno scolastico ormai agli sgoccioli, tra verifiche finali, interrogazioni e maturità, cresce anche il livello di stress per studenti e famiglie. Un periodo che, per molti ragazzi, non significa solo impegno e studio, ma anche ansia, pressione e difficoltà di concentrazione.
Tachicardia, insonnia, vuoti di memoria e paura di deludere: sintomi che spesso vengono liquidati come semplice “agitazione”, ma che in alcuni casi possono evolvere in una vera e propria ansia da prestazione scolastica.
Quando l’ansia smette di aiutare e inizia a bloccare
Un certo livello di tensione prima di un esame è considerato fisiologico e può persino migliorare la performance. Il problema nasce quando lo stress diventa eccessivo e finisce per ostacolare lo studio e il rendimento.
Secondo la dottoressa Floriana Bitto, psicologa clinica ed esperta di apprendimento del Centro Studi Lambda, l’ansia diventa critica quando lo studente concentra tutte le energie sulla paura del fallimento, piuttosto che sulla prova stessa.
In questi casi possono comparire segnali come consegne in bianco, blocchi durante le interrogazioni o un senso costante di autosvalutazione dopo ogni verifica.
