Attacchi animali e comportamenti strani: preoccupazioni per la conservazione a causa di immagini false.

Attacchi animali e comportamenti strani: preoccupazioni per la conservazione a causa di immagini false.

Falsi Video e Impatti sulla Conservazione

Le immagini false di fauna non sono una novità, come ricorda Breitenmoser. Un caso emblematico riguarda la tigre della Cina meridionale nel 2008, quando un’immagine chiaramente fabbricata è stata usata per dimostrare la sua presunta presenza nella provincia di Shaanxi. “In passato era relativamente facile rilevare questi falsi,” prosegue, “ma ora, con l’AI, diventa sempre più difficile.” Navigando sui social media, si trovano ovunque immagini e video generati da AI. La rapida evoluzione tecnologica rende sempre più complesso distinguere tra falso e autentico, sollevando preoccupazioni in merito all’impatto sulla conservazione.

I video generati da AI di avvistamenti falsi di animali o attacchi possono generare paura e scatenare panico o violenza contro gli animali. È stata documentata una serie di video che ritraggono attacchi di animali a animali domestici e persino a bambini. Ad esempio, un video virale mostrava un elefante che si avventurava in un fiume per salvare una tigre, ma si è poi rivelato un falso che includeva una sottospecie scorretta. Christine Breitenmoser-Würsten, co-presidente del Cat Specialist Group dell’IUCN, sottolinea che “quindi è pericoloso, perché abbiamo bisogno che la società sia ben informata per intraprendere azioni di conservazione.”

In India, lo scorso anno, numerosi video generati da AI di grandi felini circolavano: uno mostrava un leopardo in un centro commerciale di Mumbai, mentre una serie di “avvistamenti” di leopardi nella città di Lucknow si è rivelata fabbricata. Le autorità locali sono state costrette ad emettere avvisi contro la condivisione di immagini generate da AI, dopo che foto falsificate hanno generato panico nella comunità. Questi eventi mostrano chiaramente come le immagini e i video generati dall’AI possano causare confusione e disturbare la pace pubblica, deviando risorse per indagini superflue.

La crescente diffusione di questo tipo di contenuti mette in evidenza la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità nell’uso dei social media e sollecita il pubblico a informarsi correttamente sui veri comportamenti degli animali selvatici. Le organizzazioni di conservazione e gli esperti devono lavorare insieme per monitorare e contrastare la disinformazione, educando il pubblico sull’importanza della fauna selvatica e sul modo in cui proteggerla.


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