Bancarotta idrica: l’acqua scarseggia, ghiacciai e falde in pericolo nel pianeta in crisi
L’agricoltura è il settore maggiormente colpito: circa il 70% dell’acqua dolce prelevata a livello globale è destinata alla produzione agricola. Negli ultimi 50 anni, circa 410 milioni di ettari di zone umide naturali sono stati persi, equivalenti alla superficie dell’intera Unione Europea. Questo fenomeno compromette la capacità degli ecosistemi di fornire servizi essenziali e minaccia la sicurezza alimentare globale.
Madani sottolinea che «la gestione della bancarotta idrica richiede onestà e volontà politica». Non possiamo ripristinare alcune risorse naturali già compromesse, ma possiamo prevenire ulteriori perdite e ripensare le istituzioni per adattarci ai limiti idrologici attuali.
WWF: urge un cambio di paradigma
Eva Alessi del WWF afferma che la crisi idrica non è solo un problema di scarsità, ma una crisi strutturale legata al sovraconsumo e al degrado degli ecosistemi. Le pratiche agricole ad alta intensità idrica e la gestione inefficiente delle risorse compromettono la resilienza naturale e aumentano i rischi per la sicurezza alimentare.
Secondo Alessi, il modello attuale trasferisce i costi ambientali alle generazioni future, riducendo la capacità degli ecosistemi di regolare il clima e fornire servizi essenziali. È quindi fondamentale una ristrutturazione radicale dei sistemi di gestione dell’acqua, migliorando l’efficienza e riducendo gli sprechi.
