Come si forma un ciclone e quanto incide il cambiamento climatico
I cicloni si formano soprattutto nelle zone tropicali, dove l’oceano è abbastanza caldo e fornisce l’energia necessaria alla tempesta. L’intero processo inizia con un insieme di temporali isolati su acque marine con temperatura superficiale superiore a circa 26 °C. L’energia termica dell’oceano favorisce l’evaporazione dell’acqua: il vapore sale, si raffredda e condensa, rilasciando calore latente nell’atmosfera. Questo calore stimola ulteriormente la risalita dell’aria e l’abbassamento della pressione al centro del sistema.
Mentre l’aria calda sale, l’aria circostante scende per riempire il vuoto di pressione. La forza di Coriolis, dovuta alla rotazione terrestre, impone a queste correnti d’aria di girare: in senso antiorario nell’emisfero nord e in senso orario nell’emisfero sud. Questo vortice chiuso si intensifica finché il sistema assume una struttura ben definita con un “occhio” centrale più calmo e venti che ruotano attorno ad esso, creando il ciclone.
Perché un ciclone possa prosperare sono necessarie almeno quattro condizioni principali: acqua superficiale abbastanza calda, atmosferica instabile e umida, bassa variazione di vento verticale (wind shear) e una distanza sufficiente dall’equatore affinché la forza di Coriolis sia efficace nel far ruotare il sistema.
