Come si forma un ciclone e quanto incide il cambiamento climatico
Oceani più caldi: il riscaldamento globale innalza la temperatura delle acque superficiali, cioè il carburante principale dei cicloni. Più calore disponibile può alimentare tempeste più forti con venti più intensi e potenziale di pioggia maggiore.
Aria più umida: un’atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo. Con più umidità disponibile, i cicloni possono produrre precipitazioni più intense e prolungate, aumentando il rischio di alluvioni nei territori colpiti.
Cosa dicono i rapporti scientifici
Secondo analisi basate sui dati e sui modelli climatici, la proporzione di cicloni molto intensi (Categoria 3 o superiore) è in aumento in diverse regioni oceaniche, come l’Oceano Atlantico settentrionale e l’Oceano Indiano, rispetto al passato.
Inoltre, eventi meteorologici recenti come l’uragano Melissa hanno evidenziato che il cambiamento climatico ha reso queste tempeste più violente: nello specifico, gli scenari di riscaldamento globale hanno aumentato la velocità dei venti del ciclone di circa il 7% e le piogge fino al 16% rispetto a condizioni preindustriali.
Uno studio scientifico ha anche mostrato che in regioni come il Sud‑Est asiatico i cicloni si sviluppano più rapidamente e durano più a lungo sulla terraferma, con possibili impatti maggiori sulla popolazione e sulle infrastrutture costiere.
